LA SOLIDARIETA DEL PCL AI TERREMOTATI
DOPO GLI SCIACALLI ARRIVANO I LUPI
(fonte www.pclabruzzo.it)
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01 GENNAIO 2010: NAPOLITANO CHIEDE LA RESA DELLE OPPOSIZIONI A BERLUSCONI
Nel consueto messaggio bifronte, teso a riscuotere l’applauso universale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto alle opposizioni liberali, già balbettanti, di rinunciare a fare opposizione. E di concordare una riforma istituzionale col governo più reazionario che l’Italia abbia conosciuto dal 1960.
Il pronto ringraziamento di Berlusconi al Presidente è più che comprensibile.
Come lo è quello di Bersani, che ottiene da Napolitano la copertura più autorevole per la propria politica compromissoria.
Tutto questo conferma, una volta di più, l’esigenza di un polo autonomo della sinistra italiana, contrapposto a centrosinistra e centrodestra, che si candidi ad una prospettiva di radicale alternativa.
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30 DICEMBRE 2009: LEGA E COLONIALISMO COMPLICI DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO.
Le occupazioni coloniali di Afghanistan ed Irak, assieme alle campagne interne islamofobiche , sono il principale carburante del fondamentalismo islamico , del suo proselitismo, delle sue suggestioni terroriste.
I nostalgici della battaglia di Lepanto sotto il vessillo della Croce, sono i principali alleati della campagna di Al Qaeda nel nome di Allah.
Le sinistre e il movimento operaio devono denunciare questo connubio ipocrita e reazionario, e ostacolare con tutte le proprie forze l’opera di divisione e contrapposizione tra lavoratori italiani e lavoratori arabi.
E’ possibile farlo rilanciando una campagna di massa per il ritiro delle truppe dai teatri di guerra a sostegno del diritto di autodeterminazione dei popoli e della loro lotta di liberazione. E promuovendo una unità di lotta tra lavoratori italiani e migranti, che rivendichi la cancellazione di tutte le leggi discriminatorie, l’assegnazione del permesso di soggiorno a tutti i lavoratori migranti, l’introduzione del reato di sfruttamento del lavoro nero, il blocco generale dei licenziamenti, l’esproprio delle grandi proprietà immobiliari per garantire a tutti, italiani e migranti, il diritto alla casa.
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28 DICEMBRE 2009: IL PCL AL FIANCO DELLA RIVOLTA POPOLARE IN IRAN.
Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) sostiene pienamente la rivolta popolare in atto in Iran contro un regime dispotico e teocratico.
La sollevazione di giovani e di donne per i diritti civili e le libertà democratiche sfida coraggiosamente il regime, reagisce con la propria forza alla sua brutalità, produce le prime crepe nell’apparato repressivo dello Stato.
La parola d’ordine del rovesciamento del regime, e di un’Assemblea costituente, libera e sovrana, è la parola d’ordine del momento.
Un’irruzione sul campo dell’enorme forza della classe operaia iraniana, ponendosi alla testa della rivolta, spazzerebbe via il regime e aprirebbe la strada di una vera alternativa : contrastando il tentativo di forze borghesi, interne ed esterne, di subordinare il movimento ad una soluzione filo-occidentale.
Tutte le sinistre italiane debbono mobilitarsi a sostegno del movimento di massa iraniano, per il rovesciamento del regime, a favore della prospettiva di una repubblica dei lavoratori in Iran.
MARCO FERRANDO ( portavoce nazionale del PCL)-
FRANCO GRISOLIA ( responsabile internazionale del PCL)
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27 OTTOBRE 2009: IL PCL PARTECIPERA’
ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 DICEMBRE CONTRO BERLUSCONI.
Il Partito Comunista dei lavoratori parteciperà alla manifestazione nazionale contro Berlusconi promossa da IDV e PRC.
Ma con una caratterizzazione politica indipendente.
Parteciperemo, com’è naturale, ad una manifestazione che vedrà la presenza di tanta parte del popolo della sinistra, contro il governo più reazionario che l’Italia abbia conosciuto dal 1960: tanto più nel momento in cui Berlusconi tenta un affondo bonapartista e plebiscitario per reagire alle proprie crescenti difficoltà.
Ma vi parteciperemo con l’autonomia della nostra proposta politica, fuori da ogni logica di ricomposizione del centrosinistra. Mentre Bersani e Vendola annunciano il proprio sospirato reincontro, Il PRC fa leva su Di Pietro per rientrare nel gioco, e Di Pietro a sua volta prova ad usare il PRC per massimizzare la pressione contrattuale su Bersani . Noi non partecipiamo a questa partita .
La lotta contro Berlusconi non può essere usata ancora una volta per ricomporre un’alleanza di governo col PD, sotto l’inevitabile egemonia di Confindustria.
Per questo porteremo in piazza la parola d’ordine “ Via Berlusconi, no ad un nuovo centrosinistra, governino i lavoratori”. E facciamo appello a tutte le sinistre politiche e sindacali per una lotta unitaria e radicale, a favore di un’alternativa vera.
MARCO FERRANDO- PER L’ESECUTIVO NAZIONALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI (PCL)
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26 OTTOBRE 2009: PIERLUIGI BERSANI :
UN UOMO VICINO A CONFINDUSTRIA
ALLA TESTA DI UN PARTITO LIBERALE.
Con l’affermazione di Pierluigi Bersani, il PD guadagna probabilmente una guida più esperta e sicura, ma al servizio di una linea immutata di corteggiamento di Confindustria e dei poteri forti. Di più: contrariamente a un diffuso luogo comune, l’asse Bersani- D’Alema- Letta ( e Colaninno) è quello più direttamente legato agli ambienti confindustriali e bancari, ben rappresentati nella Fondazione Italiani Europei . Gli stessi ambienti e interessi peraltro che il pluriministro Bersani ha lautamente servito per anni, con detassazioni dei profitti, privatizzazioni, precarizzazione del lavoro: quelle politiche che hanno colpito i lavoratori spianando la strada a Berlusconi.
Le sinistre italiane, politiche e sindacali, non si facciano dunque incantare dal nuovo leader PD e dalla sua retorica sul”lavoro”. Respingano le possibili sirene di una nuova “Unione” di centrosinistra. Uniscano nell’azione le proprie forze, in piena autonomia dal PD, per cacciare Berlusconi con la mobilitazione di massa, nella prospettiva di un’alternativa vera. Solo una sinistra autonoma e alternativa al PD, può costruire un futuro per il movimento operaio italiano.
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26 OTTOBRE 2009: UNA GRANDE NOTIZIA!
Annullato il licenziamento di Dante De Angelis
sentenza storica
L’ emozione e la gioia per questa sentenza traspariva dai volti dei presenti alla lettura della sentenza del Giudice del Tribunale di Roma, Dario Conte che ha annullato il licenziamento dell’RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) OrSA, Dante De Angelis, macchinista delle FS.
Il ferroviere era stato licenziato a Ferragosto dello scorso anno perchè responsabile, secondo FS, di aver denunciato l’insicurezza dei treni Eurostar determinata dal pessimo stato di manutenzione.
Un nostro compagno presente insieme alla delegazione dell’ assemblea 29 giugno, nata dopo la terribile strage provocata a Viareggio dall’ esplosione di gas gpl di un carro ferroviario cisterna ci riporta la soddisfazione dei cittadini che avevano organizzato per la giornata di oggi dei pulman per sostenere Dante De Angelis e attendere la sentenza.
L’ importanza di questa decisione è di enorme portata perché legittima il diritto di critica e di parola sulla gestione delle ferrovie da parte dei ferrovieri.
Una vittoria personale anche per Dante De Angelis che si vede rimborsati tutti gli stipendi persi in un anno e legittima anche le 10.000 firme raccolte in un anno in suo appoggio.
Presenti al momento della sentenza anziani ferrovieri sindacalisti come Ezio Gallori uno dei fondatori dell’ Orsa, lavoratori della Thyssenkrupp e molti altri che lottano quotidianamente per la salute e sicurezza nei posti di lavoro.
PC Lavoratori coordinamento della Toscana
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22 OTTOBRE 2009: CRISI ISTITUZIONALE E RISPOSTA PROLETARIA
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22 OTTOBRE 2009: A FIANCO DEI LAVORATORI IN SCIOPERO
Il PCL aderisce asllo sciopero generale indetto dai sindacati di base per lo sciopero per il 23 ottobre 2009
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20 OTTOBRE 2009: SOSTIENI LA LOTTA ALL'EX-HOTEL SAN GIOVANNI DI RAGUSA
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20 OTTOBRE 2009: PER LA CANCELLAZIONE DI TUTTE
LE LEGGI
DI PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO
contro l' ipocrisia del governo
L’uscita del ministro Tremonti sul “posto fisso” non è solo un manifesto di ipocrisia da parte di chi ha varato le peggiori misure di precarizzazione del lavoro; né solo un insulto alle decine di migliaia di precari che il suo governo getta oggi su una strada; né solo un tassello della corsa multipla per la successione a Berlusconi. E’ anche la misura dello spazio che le politiche confindustriali del centrosinistra hanno lasciato alle recite del populismo.
Un centrosinistra paladino di Draghi e della “flessibilità” non solo è stato ed è nemico dei lavoratori, ma regala a un Tremonti la possibilità di irriderli con le finzioni retoriche della demagogia.
Il Partito Comunista dei Lavoratori ( PCL) propone a tutte le sinistre politiche e sindacali una grande battaglia unitaria di massa per la cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro varate in 15 anni da centrosinistra e centrodestra, e votate prima o poi dall’intero arco politico italiano ( da Berlusconi a Di Pietro, da Fini a Ferrero).
Solo questa battaglia può fare chiarezza, smascherare ogni demagogia, unire i lavoratori attorno alle proprie ragioni.
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17 OTTOBRE 2009: UN ACCORDO DA RESPINGERE E FAR SALTARE
L’accordo separato nel comparto metalmeccanico è un insulto ai lavoratori e un grave precedente, in termini economici e normativi e sotto il profilo della democrazia. Il fatto che tutti i partiti dominanti di centrosinistra e centrodestra lo appoggino misura il loro organico legame con gli interessi di Confindustria.
Il PCL sosterrà tutte le iniziative sindacali e legali della FIOM contro l’accordo e invita i metalmeccanici a respingerlo con la lotta.
Quanto è avvenuto dimostra una volta di più l’esigenza di una svolta radicale della politica generale della CGIL. Non basta la dissociazione platonica di Epifani dall’accordo siglato.
E’ necessaria e urgente una mobilitazione generale e prolungata per il blocco dei licenziamenti, l’estensione degli ammortizzatori, un consistente aumento salariale per i lavoratori; una mobilitazione accompagnata dall’occupazione di tutte le aziende che licenziano e dalla creazione di una cassa nazionale di resistenza..
Solo la lotta dura può far saltare l’accordo bidone , strappare risultati, aprire una nuova prospettiva per tutto il mondo del lavoro.
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17 OTTOBRE 2009: MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA
ALL'INDIRIZZO
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TROVI IL TESTO DEL VOLANTINO DISTRIBUITO DAL PCL
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17 OTTOBRE: RASSEGNA STAMPA SUL PRESIDIO DEI LAVORATORI DIMAC
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14 OTTOBRE 2009: PRESIDIO DEI LAVORATORI DELLA DIMAC
di Ozzano dell'Emilia (BO)
Il PCL aderisce al presidio inderro dalla RSU e dalla FIOM contro i licenziamenti, che si terrà giovedì 15 ottobre in via Rinascita n.25.
Nell'occasione verrà distribuito un volantino contenete le proposte per continuare ed intensificare le lotte
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13 OTTOBRE 2009: LIBERTA' PER GLI ANTIFASCISTI ARRESTATI A PISTOIA
Comunicato stampa
Quello che è accaduto a Pistoia domenica 11 ottobre è di enorme gravità.
Lo strano ed inquietante assalto alla sede neofascista Agogè-Casa Pound da parte di sconosciuti assalitori viene utilizzato come pretesto per una provocatoria operazione repressiva di polizia contro gli antifascisti toscani.
C’ è da chiedersi dove fossero e cosa facessero le forze dell’ ordine nel centro cittadino nello stesso momento, dato che gli “sconosciuti assalitori” hanno avuto tutto il tempo per devastare i locali di Casa Pound uscire e dileguarsi del tutto indisturbati.
Dopo però le stesse forze dell’ ordine con grande solerzia ( a seguito di una fonte confidenziale imprecisata )si sono accanite contro l’ assemblea pacifica e già indetta da tempo dagli antifascisti toscani al circolo Primo Maggio contro le scelte del governo sulle così dette ronde e sul pacchetto “sicurezza”. Entrare in un circolo politico, sapendo in anticipo non di trovare alcunché, deportare negli uffici della questura una ventina di cittadini, fermarli, arrestare tre di loro con l’ accusa di essere tra i partecipanti all’ assalto avvenuto nel pomeriggio a Casa Pound senza alcun elemento provante è simile alle metodologie delle dittature sudamericane. Bisogna considerare inoltre che tra gli arrestati, Elisabetta Cipolli necessita costantemente di particolari cure mediche. Crediamo che tutta l’ operazione sia stata manovrata dall’ alto, per accrescere la tensione in una regione dove la tradizione antifascista nata dalla resistenza è radicata nella popolazione. Il tentativo della nuova destra estrema di conquistarsi aree di consenso è anche avvallata dalle scelte irresponsabili di partiti alla guida della Regione Toscana che solidarizzano con la destra piuttosto che verificare i fatti accaduti e difendere gli antifascisti. Nell’ ultimo anno non si contano più le aggressioni e gli assalti ai danni dei militanti di sinistra, migranti, ed omosessuali.
Porteremo il 17 ottobre a Roma durante la manifestazione nazionale contro il razzismo, la stessa volontà politica degli arrestati di battersi contro le ronde e il pacchetto “ sicurezza “.
Chiediamo a tutti gli antifascisti toscani di mobilitarsi ovunque contro le nuove destre e contro le ronde.
Tutte le sedi neofasciste devo essere chiuse e considerate fuorilegge .
Chiediamo la scarcerazione immediata di Elisabetta Cipolli, Alessandro Orfano e Alessandro Della Malva,che hanno l’ unica colpa agli occhi del prefetto e del questore di Pistoia di essere antifascisti.
Coordinamento della Toscana
del Partito Comunista dei Lavoratori
Per approfondire vai su
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12 OTTOBRE 2009:"CRISI DI NERVI" PER LA SINDACO DI OZZANO
Comunicato stampa del PCL di Ozzano dell'Emilia (BO)
Al Comune di Ozzano la Sig.ra Sindaco e la sua maggioranza sono sull´orlo di una crisi profonda e serpeggia il nervosismo.
Sono completamente disabituati al confronto politico, al dialogo e al corretto contradditorio in Consiglio nei confronti di una Opposizione maicosì variegata e combattiva. E´ il sintomo di voglia di cambiamento da partedei cittadini nei confronti dell´amministrazione PD, che è una sorta di "monocolore" che da oltre mezzo secolo fa il bello e il cattivo tempo.
Durante l´ultima riunione di Consiglio del 7/10/2009, convocato su richiesta delle minoranze e alla presenza di un folto pubblico di cittadini e lavoratori che hanno raccolto il nostro invito a presenziare, la maggioranza, per bocca della Sig.ra Sindaco ha definito la seduta con epiteti quali: "inutile", "insipiente" ed "onerosa" (Il Domani, articolo del 9/10/2009).
Respingiamo fermamente questi aggettivi sprezzanti, ed altri che sono stati pronunciati ma che il giornalista non ha riportato, e li rimandiamo al mittente.
Il Partito Comunista dei Lavoratori in quella seduta ha sollevato quello che forse è il più grosso problema della legislatura, ossia l´avvento della Solaris s.r.l. come futuro gestore dei fondamentali Servizi Pubblici Comunali (mensa, illuminazione, cimitero e alloggi popolari erp, per ora...).
Alla relazione precisa e documentata svolta dal Consigliere del Pcl, Nadia d´Arco, non è stato risposto nel merito, rimandando a future sedute di Consiglio; se non si vuole discutere è certamente inutile riunirsi!
Quando la Sig.ra Sindaco lamenta che la seduta è costata 1.600 Euro, dovrebbe prima giustificare le ben più onerose spese della "consulenza" Borghi (10.000 Euro + iva, quella alla base del progetto Solaris).
Quanto all´insipienza, è stata la maggioranza che non ha saputo rispondere alle nostre obiezioni (costi dell´operazione, scarsa struttura patrimoniale della società Solaris, astronomico indebitamento attuale e ancor più previsto in futuro, parere
negativo e motivato dell´Autority antitrust e nostra proposta di inserire la cucina ozzanese nel nuovo polo scolastico). Quanto all´inutilità, lasciamo decidere ai cittadini se prima c´era stata una adeguata informazione e coinvolgimento dei lavoratori coinvolti nella privatizzazione e della cittadinanza che usufruisce dei servizi che si vogliono privatizzare, con maggiori costi e con perdita di diritti e di "buona occupazione".
Naturalmente tutte le proposte delle opposizioni sono state respinte.
Ma il Partito Comunista dei Lavoratori non si dà per vinto e continuerà la sua battaglia politica.
Nadia d'Arco
Consigliere del Partito Comunista dei Lavoratori di Ozzano.
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10 OTTOBRE 2009: CRONACADEL PRESIDIO DEL PCL
SOTTO PALAZZO CHIGI
Vai al sito www.pclavorator.it
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08 OTTOBRE: PRESIDIO DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
DOMANI 9 OTTOBRE CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI.
Domani 9 ottobre a Roma presso Palazzo Chigi alle ore 17, la sezione romana del Partito comunista dei lavoratori terrà un presidio e pubblico comizio per le dimissioni del governo Berlusconi, con la presenza di Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL.
Questa iniziativa si colloca in una campagna nazionale che il nostro partito va intraprendendo davanti ai luoghi di lavoro, nelle piazze, sotto le prefetture di tutta Italia attorno alla parola d’ordine “Via il governo reazionario degli evasori, per un governo dei lavoratori”.
Il PCL in particolare fa appello a tutte le sinistre politiche, sindacali, democratiche perché sia riconvocata unitariamente la piazza del 3 ottobre per la cacciata del governo reazionario di Berlusconi.
All'indirizzo www.pclavoratori.it
puoi leggere il testo del volantino che verrà distribuito
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08 OTTOBRE 2009:IL PCL ESPRIME PIENO SOSTEGNO ALLO SCIOPERO GENERALE FIOM DEL 9 OTTOBRE
(ANSA) - ROMA, 7 OTT - Il PCL esprime pieno sostegno allo
sciopero generale e alle manifestazioni promossi dalla FIOM per
il 9 Ottobre e impegna tutti i propri militanti metalmeccanici
a parteciparvi, indipendentemente dalla propria appartenenza
sindacale.
Il PCL - afferma Marco Ferrando - porterà nelle
manifestazioni la proposta della continuità e radicalizzazione
della lotta operaia: con la creazione di una cassa nazionale di
resistenza, l’occupazione operaia di tutte le aziende che
licenziano, una grande manifestazione nazionale a Roma dei
lavoratori di tutte le aziende in lotta. Perchè, come insegna
la vicenda INNSE, solo la lotta dura può strappare risultati.
Peraltro solo la radicalizzazione e unificazione delle lotte
operaie - spiega - può precipitare la crisi del berlusconismo
dal versante delle ragioni dei lavoratori: non in direzione di
un nuovo centrosinistra antioperaio, magari allargato a Casini e
Fini, ma nella prospettiva di un governo dei lavoratori che
liberi l’Italia dalla dittatura degli industriali, dei
banchieri, dei loro partiti, del loro malaffare«. (ANSA).
All'indirizzo http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o1469:e1
il testo del volantino che verrà distribuito alle manifestazioni degli operai metalmeccanici
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08 OTTOBRE 2009: IL RE E' NUDO
Il re è nudo.
Un Presidente inquisito per corruzione, frode fiscale,complicità con la mafia, è stato privato del privilegio dell’impunità.
La bocciatura del Lodo Alfano come atto incostituzionale è di fatto una denuncia politica di Berlusconi , della sua arroganza istituzionale, delle sue tendenze bonapartiste.
La pretesa di Berlusconi di restare in sella, nonostante la propria delegittimazione istituzionale; e ancor più il suo appello plebiscitario alla mobilitazione popolare contro il verdetto, a difesa del proprio potere, confermano una volta di più il sovversivismo reazionario del berlusconismo e la sua crescente pericolosità.
I balbettii delle “opposizioni” liberali ( PD e UDC) che in queste ore chiedono al Premier di” restare” sono tanto più penosi a fronte delle grida di “guerra” di Umberto Bossi e degli uomini di Berlusconi.
E’ necessario reagire a questa deriva. Il movimento operaio , tutte le sinistre politiche e sindacali, l’intero associazionismo democratico e antifascista, debbono dare la propria risposta unitaria e indipendente alla crisi istituzionale che si è aperta. Contrapponendo al sovversivismo berlusconiano la forza di una mobilitazione radicale e di massa.
La parola d’ordine delle dimissioni di Berlusconi va posta in tutte le manifestazioni popolari, con presidi davanti alle prefetture in tutta Italia.
La piazza del 3 ottobre va riconvocata con una grande manifestazione nazionale a Roma sotto i palazzi del governo per chiedere le sue dimissioni.
Va promosso unitariamente uno sciopero generale contro il governo e le sue minacce reazionarie.
Solo una mobilitazione di massa del movimento operaio e popolare può sbarrare la strada alle tendenze reazionarie in atto e preparare le condizioni di un’alternativa vera : che metta a processo non solo Berlusconi ma le classi dominanti del Paese e tutti i loro partiti.
MARCO FERRANDO
07 OTTOBRE 2009: IL PCL A FIANCO DEI LAVORATORI DELLA DIMAC DI OZZANO DELL'EMILIA (BO)
Comunicato stampa di Nadia D'Arco
consigliera comunale del PCL - Ozzano dell'Emilia
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05 OTTOBRE 2009: A MESSINA UN ALTRO CRIMINE DEL PROFITTO
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05 OTTOBRE 2009: CON GLI OPERAI DELLA DIMAC DI OZZANO (BO)
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04 OTTOBRE 2009: SULLA MANIFESTAZIONE CONTRO BERLUSCONI
di Marco Ferrando
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01 OTTOBRE 2009: SAREMO IN PIAZZA IL 3 OTTOBRE CONTRO BERLUSCONI,
MA NON A RIMORCHIO DEL PD.
comunicato stampa nazionale
Saremo in piazza il 3 Ottobre a Roma contro il governo Berlusconi e i suoi attacchi ad ogni voce critica. Ma non a rimorchio dell’impostazione politica del PD e del gruppo De Benedetti.
Saremo in piazza com’è naturale, al fianco di tanta parte del popolo della sinistra, contro un Sultanato di governo che regala miliardi a grandi evasori e banche nel mentre finge di opporsi ai poteri forti; che prosegue e rafforza la guerra coloniale in Afghanistan, nel mentre recita commozione ipocrita per le sue vittime; che condanna l’immigrazione “clandestina” di coloro cui nega ogni permesso di soggiorno; che per di più pretende il silenzio di ogni voce critica, in un pericoloso delirio d’onnipotenza del suo Capo.
Ma non ci arruoliamo in quell’armata ( allo sbando) di Centrosinistra che ha spianato alla strada al Cavaliere; e che vorrebbe rimpiazzarlo con un governo “istituzionale” benedetto da Bankitalia ed esteso a Fini e Casini ( cui “apre” incredibilmente il PRC di Ferrero).
Chiediamo a tutte le sinistre di rompere col PD e di unire le proprie forze in una lotta generale per cacciare Berlusconi: ma dal versante degli interessi dei lavoratori, non dal versante delle ragioni di Passera, Draghi, Montezemolo.
Per questo porteremo in piazza del Popolo un grande striscione:”Via il governo Berlusconi. No a un nuovo centrosinistra. Governino i lavoratori.”
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01 OTTOBRE 2009: UNIRE E RADICALIZZARE LA LOTTA DEI PRECARI
comunicato stampa nazionale
Il governo Berlusconi sta realizzando il licenziamento di fatto di decine di migliaia di precari della scuola in tutta Italia, puntando oltretutto sulla loro divisione.
Questa operazione non deve passare. Ma per bloccarla realmente non è sufficiente la pur importante manifestazione di oggi. E’ necessario puntare ovunque sulla generalizzazione e radicalizzazione delle lotte in corso e sulla loro unificazione con una mobilitazione vera dell’intero popolo della scuola .
1) Va affermato l’obiettivo unificante dell’assunzione di tutti i precari: con la cancellazione dei tagli indecenti di Gelmini- Tremonti ( tanto più indecenti a fronte delle nuove regalie a scuole e università private già garantite al Cardinal Bertone), e con l’obiettivo del tetto massimo dei 20 alunni per classe in ogni ordine e grado di scuola.
2) Va organizzata e praticata ovunque la forma di azione diretta già promossa in alcune situazioni locali: a partire dall’occupazione di provveditorati e uffici scolastici provinciali o regionali. Perché le stesse lotte operaie (v. INNSE) dimostrano che solo la lotta dura può pagare.
3) Va ovunque ricercata non la semplice solidarietà ma l’ azione comune di lotta con il grosso della categoria degli insegnanti e con tutti i lavoratori della scuola, puntando sulle comuni ragioni di contrasto della politica della Gelmini: rilanciando la prospettiva di una grande mobilitazione della scuola capace di continuità e di autorganizzazione democratica, scuola per scuola, territorio per territorio, sino al livello nazionale.
Un anno fa, una mobilitazione imponente di insegnanti e studenti riuscì a mettere in difficoltà il governo Berlusconi- Gelmini, incidendo per una fase sull’opinione pubblica e rapporti di forza. Ma quella mobilitazione e le sue potenzialità furono tradite o disperse: dai vertici sindacali della stessa CGIL, che giunsero allo sciopero della scuola DOPO il voto parlamentare della controriforma; dal PD, già coinvolto nelle controriforme degli ultimi 15 anni, che s’inventò la promessa di un referendum ( in compagnia di Di Pietro) con l’unico scopo di fermare la mobilitazione; dalle stesse direzioni della cosidetta sinistra radicale, subalterne di fatto al PD e all’apparato della CGIL, che infatti non avanzarono alcuna proposta di continuità e organizzazione del movimento..
Un anno dopo la ritrovata arroganza di Berlusconi- Gelmini, e lo stesso attacco ai precari, sono il frutto di quella occasione mancata. Ma questa è una ragione in più per far tesoro dell’esperienza e voltare davvero pagina. Solo una lotta dura, radicale, ad oltranza, capace di determinare l’ingovernabilità sociale delle misure Gelmini, può fermare il governo e strappare risultati. La manifestazione di oggi può e deve essere il momento di rilancio di una grande battaglia di massa sulla scuola, determinata questa volta a vincere.
Il PCL si batterà ovunque per sostenere e sospingere questa battaglia . E fa appello a tutte le sinistre politiche , sindacali , di movimento- all’interno e al di fuori della scuola- a promuovere unitariamente il salto della mobilitazione, contro ogni logica di autorecinzione di sigla e di divisione dei lavoratori
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30 SETTEMBRE 2009: PASSA IL CONDONO AI GRANDI EVASORI,
CON L’AIUTO DEI PARLAMENTARI DELLE “OPPOSIZIONI”
comunicato stampa nazionale
Il colpo di spugna del governo
E’ uno scandalo nello scandalo.
Il governo Berlusconi- Bossi, che si atteggia a nemico dei poteri forti, regala loro un insperato condono, tra gli applausi di Confindustria e banche: che assaporano l’ennesimo “affare”.
Le “opposizioni” parlamentari, che recitano “sdegno”, consentono di fatto, con le proprie assenze alla Camera, la bocciatura della pregiudiziale di costituzionalità : e danno dunque via libera al condono.
E’ l’ennesima riprova che l’opposizione “liberale” di PD e UDC, strutturalmente legata a grande industria e banche, non può fare opposizione vera quando sono in gioco i loro interessi. Persino al prezzo di avvantaggiare Berlusconi.
Solo l’unificazione e radicalizzazione della mobilitazione operaia e popolare può esercitare un’opposizione vera, capace di fermare Berlusconi e di creare le condizioni della sua cacciata. E’ ora che tutte le sinistre politiche e sindacali rompano col PD e uniscano le proprie forze in una lotta vera, per una vera alternativa. Altro che disponibilità ad un governo istituzionale con PD e UDC, come propongono Ferrero e Diliberto!
Al sito www.pclavoratori.it
trovi il testo del volantino in distribuzione in questi giorni
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28 SETTEMBRE 2009: TESTI INTERESSANTI SU MARXISMO E ANTICLERICALISMO E
SU BURGIO (PRC) E PATTO HITLER-STALIN 1939
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24 SETTEMBRE 2009: PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA
di Marco Ferrando
Proponiamo a tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, di promuovere unitariamente ,entro l’autunno, una grande manifestazione nazionale a Roma per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.
L’allineamento di Governo, PD, UDC, a sostegno della continuità della guerra, contrasta nel modo più clamoroso con l’orientamento opposto di una larga maggioranza della popolazione italiana.
E’ necessario dare a questo sentimento popolare una traduzione antimperialista e un primo sbocco politico, con una vasta mobilitazione nazionale e una manifestazione centrale. Tanto più in presenza di contraddizioni, per quanto spurie, all’interno della stessa maggioranza di governo.
Sarebbe davvero abnorme regalare spazio al doppiogiochismo della Lega sul tema della guerra.
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21 SETTEMBRE 2009: NON SVENTOLEREMO IL TRICOLORE
Governo e partiti dominanti avvolgono con la retorica tricolore i corpi dei militari uccisi dalla loro guerra, per rilanciare la guerra che li ha uccisi. Usano il dolore straziante delle loro famiglie per preparare altro dolore e altri lutti.
Non potendo più recitare la farsa della “missione di pace”, né confessare le ragioni coloniali della guerra Nato, governo e PD si rifugiano nella più irrazionale intossicazione nazionalista a reti unificate, per tacitare e intimidire ogni dissenso.
Noi non ci faremo intimidire. Non sventoleremo la bandiera tricolore, simbolo tanto più oggi di un’occupazione militare a sostegno di un regime fantoccio e corrotto. Ci batteremo ovunque per il ritiro di tutte le truppe d’invasione, e per il diritto di autodeterminazione e resistenza del popolo afghano, come di ogni popolo oppresso. L’unica nostra bandiera è la liberazione dell’umanità dall’oppressione e dalla guerra, dall’imperialismo che li genera, dalla menzogna che li copre.
Comunicato stampa Partito Comunista dei Lavoratori
www.pclavoratori.it
Piazza Navona contro la guerra
(21 Settembre 2009)
Il presidio contro la guerra che si è svolto sabato pomeriggio in piazza Navona a Roma ha visto la partecipazione di qualche centinaio di persone. Il risultato e il buon esito non era affatto scontato, la cancellazione della precedente manifestazione sulla libertà di stampa e i tempi stretti hanno obbligato le strutture di sinisitra ad uno sforzo organizzativo.
La richiesta del ritiro dei militari italiani da tutti i teatri di guerra è stata rivendicata da tutti.
La presenza di tutte le forze dell'antagoniste politiche, anche quelle come il PRC e il PDCI che in passato hanno votato per le missioni militari, e sociale della sinistra ha di fatto aperto una nuova stagione di lotte e ha dato prova di unità d'azione che fanno ben presagire per il futuro. La vera e unica unità delle sinistre è quella che c'è stata ieri pomeriggio, quella dell'unita d'azione.
La Piazza romana nei pressi del luogo di concetreazione è stato riempito di striscioni contro la guerrra e di banidiere rosse.
Come Partito Comunista dei Lavoratori essendo tra i promotori di questa iniziativa abbiamo dato il nostro contribuito con la presenza organizzata dei nostri militanti , delle nostre bandiere e di uno striscione contro le politiche reazionarie e guerra fondai dellal destra berlusconiana e contro la prospettiva, sconfitta dalla storia, per un nuovo centro sinistra.
L'unica alternativa è il governo dei lavoratori.
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17 SETTEMBRE 2009: A OZZANO OCCORRE IMPORTARE LA DEMOCRAZIA!
Ce ne siamo resi conto ieri, 17/9/2009, nella riunione del Consiglio Comunale.
Questi i fatti:
Il Sindaco Masotti ha esordito con la richiesta ai capigruppo di fare un minuto di silenzio a seguito della morte di sei militari italiani in Afghanistan. Alla richiesta da parte del Consigliere D´Arco di far seguire un breve commento è stato opposto un netto rifiuto; nel suo discorso la Sig.ra Sindaco ha poi parlato (...Lei sola può...) in termini per noi non condivisibili della vicenda. Trovate di seguito ciò che il nostro Consigliere avrebbe voluto dire se il Consiglio fosse un luogo in cui c´è democrazia.
Si è poi proseguito con la comunicazione che il 24/9 verrà convocato un Consiglio Comunale Aperto dedicato all´"analisi della situazione di crisi delle piccole e medie imprese del territorio". Non si capisce perché non si sia voluto parlare della crisi in termini più generali, in quanto la crisi stessa coinvolge e tocca tutti settori della comunità ozzanese.
Alle minoranze poi, in occasione della discussione del secondo punto (interpellanze - quella del Pcl era sulla vicenda *Solaris *-), non è stata data la parola per illustrare le interpellanze stesse e neppure i motivi della loro insoddisfazione in merito alle risposte scritte fornite dall´Amministrazione.
A mala pena la Sig.ra Sindaco ha preso atto che gli interpellanti non si ritenevano soddisfatti e solo dopo che le è stato fatto notare che, a termini di regolamento, l´interpellante aveva il diritto di dichiarare se si ritenesse soddisfatto o meno.
La seduta è proseguita con tono autoritario e strafottente nei confronti delle minoranze, come quando la Sig.ra Sindaco ha lamentato che in merito agli aggiustamenti di bilancio provocati dalla crisi (ad es.: la mancata vendita, per asta deserta, di alcune aree per la speculazione edilizia e il mancato introito dell´importo previsto alla voce "contravvenzioni") nessuno delle minoranze abbia preso la parola per plaudire la "manovra di bilancio"
che l´Amministrazione ha preso in beata solitudine.
Non esiste alcuno spazio di discussione e confronto; non esiste la commissione bilancio né nessun´altra commissione di garanzia dove le minoranze possano esercitare un minimo di controllo e di discussione e poi ci viene "rimproverato" che non facciamo interventi "di solidarietà"?
Anche una mozione del Partito Comunista dei Lavoratori tendente all´introduzione di minimi spazi di democrazia, di discussione e di partecipazione mediante l´introduzione del "question time" (possibilità da parte dei Consiglieri di fare interrogazioni con risposta immediata all´inizio delle riunioni di Consiglio) e della pubblicazione su internet delle registrazioni delle sedute consiliari è stata respinta, nonostante si fosse adottata nella proposta la stessa formulazione delle delibere del limitrofo Comune di San Lazzaro (stessa maggioranza politica con capofila
PD). La mozione è addirittura stata definita "squallida" e "inutile". Chi lo dice al PD di San Lazzaro che i loro colleghi di Ozzano la pensano così delle loro delibere, approvate fra l´altro all´unanimità?
Il Consiglio poi, con tutte le minoranze contrarie, ha deciso di conferire l´incarico di "revisore UNICO dei conti" (prima almeno era un collegio a tre) alla stessa persona che ha elaborato il principale documento a sostegno dell´ingresso del Comune di Ozzano nella società *Solaris* di Castel S. Pietro.
Avendolo quindi già visto all´opera le minoranze hanno espresso i motivi della loro contrarietà, ma la maggioranza ha votato compatta valutando favorevolmente il "lavoro" già svolto.
Riteniamo quindi che a Ozzano ci sia un deficit grave di democrazia ed invitiamo i cittadini alla massima vigilanza. Il Pcl continuerà nel prosieguo della legislatura con una opposizione intransigente e con una controinformazione puntuale e capillare sulla situazione politica del paese.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Nucleo di Ozzano dell'Emilia
*DOCUMENTO DI CUI E´ STATA IMPEDITA LA LETTURA
IN CONSIGLIO COMUNALE:*
Ozzano dell´Emilia, 17/9/2009
La notizia proveniente da Kabul non sorprende.
Avere voluto essere complici delle aggressioni statunitensi (finalizzate alla rapina delle risorse petrolifere - Iraq, oleodotto Unocal -) non poteva non comportare dei costi elevati *anche in vite umane.*
Voler mantenere delle forze armate impegnate all´estero dicendo che svolgono "missioni di pace" quando è del tutto evidente che si tratta di guerre di aggressione in spregio alla Costituzione italiana (nata, è bene ricordarlo, dalla resistenza contro un altro aggressore) è un atto di estrema ipocrisia,
è lo è quindi anche il minuto di silenzio che si è appena svolto in
quest´aula.
Non ci risulta che siano stati fatti minuti di silenzio per ricordare le vittime civili provocate dai bombardamenti NATO (l´ultimo della settimana scorsa ha provocato da 54 a 74 vittime - a seconda delle fonti -) in un paese distante migliaia di chilometri e che evidentemente non vuole importare la "democrazia" dei Bush e dei Berlusconi (ma anche dei Prodi e degli Obama), sostenitori di un governo fantoccio nato da finte "libere elezioni", come dimostrano anche le recenti osservazioni fatte dagli osservatori
internazionali.
I militari italiani sono lì a difendere le commesse per la costruzione degli oleodotti, sostenendo un governo colluso con mafie e narcotraficcanti, che pretende pure di legalizzare lo stupro in famiglia. Sono questi i valori occidentali che si vogliono proporre al popolo afgano?
La nostra solidarietà va, solo ed esclusivamente sul piano umano, alle famiglie delle vittime, colpite da un lutto la cui responsabilità ricade sui governi italiani che si sono succeduti dal 2001 ad oggi, con l´avallo colpevole di una sinistra che ha perso le ragioni stesse del suo essere, come dimostrano i risultati elettorali degli ultimi tempi.
Solo ed esclusivamente in questo senso è da intendersi la nostra partecipazione al "minuto di silenzio".
Il Partito Comunista dei Lavoratori, al contrario di altre sedicenti
"sinistre", è dalla sua costituzione che sostiene il ritiro delle truppe
italiane da *tutti* i teatri di guerra e sostiene con forza questa sua
posizione anche in questa circostanza.
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17 SETTEMBRE 2009: APPELLO ALLE SINISTRE:
MANTENERE LA MANIFESTAZIONE DEL 19 SETTEMBRE
NON SUBORDINARSI AL PD
La revoca della manifestazione prevista per il 19 Settembre è profondamente negativa e rivelatrice.
La morte dei militari italiani in Afghanistan avrebbe dovuto aggiungere una ragione in più alla manifestazione, saldando le ragioni democratiche dell'opposizione a Berlusconi con la denuncia di una missione coloniale e di guerra che proprio il suo governo vuole ulteriormente rafforzare: una missione e un governo che sono i veri responsabili politici e morali dell'accaduto.
Viceversa, la revoca della manifestazione, voluta dagli ambienti liberali del PD, ha di fatto un solo significato: ribadire l'unità nazionale a sostegno di una guerra appoggiata e finanziata per quasi 10 anni dalle stesse forze di centrosinistra; e addirittura sacrificare all'unità nazionale militare la stessa battaglia democratica contro Berlusconi: col risultato di fargli un grande e insperato regalo.
E' l'ennesima riprova che il liberalismo borghese è del tutto incapace di condurre, con coerenza, la stessa battaglia democratica.
Per questo chiediamo a tutte le sinsitre un atto forte di autonomia dal PD: confermando unilateralmente la manifestazione del 19 Settembre, e trasformandola anche nel primo appuntamento di lotta per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.
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17 SETTEMBRE 2009:VIA LE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN
Le vere responsabilità della guerra coloniale di occupazione
Il Premier Berlusconi ed il Ministro La Russa si risparmino l'ennesima finzione retorica del "dolore". La morte dei militari italiani in Afghanistan -e la tragedia autentica delle loro famiglie- ricade interamente sulle responsabilità politiche e morali del Governo; e più in generale sulle responsabilità di tutte le forze politiche di centro destra e centro sinistra che per quasi 10 anni hanno sostenuto e finanziato una guerra coloniale di occupazione: una guerra a difesa di un regime corrotto, basato sulle frodi, sorretto da criminali di guerra( Dostum) promotore persino del diritto allo stupro contro le donne.
Il Partito Comunista dei Lavoratori, unico partito della sinistra italiana ad essersi sempre battuto coerentemente contro tutte la missioni di guerra, rivendica più che mai il ritiro immediato e incondizionato delle truppe italiane dall'Afghanistan.
Noi non partecipiamo all'ipocrisia dell'unità nazionale tricolore attorno ad un governo di guerra e alla sua missione. Chiediamo invece a tutte le sinistre italiane di promuovere immediatamente una mobilitazione nazionale contro tutte le missioni di guerra, con manifestazione a Roma sotto i palazzi del governo.
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15 SETTEMBRE 2009: IL TESTO DEL VOLANTINO
PER LA MANIFESTAZIONE DEL 19/09 E
LA RISPOSTA ALL'INVITO DI SINISTRA CRITICA
DIGITA SULLA BARRA INDIRIZZI:
www.pclavoratori.it
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08 SETTEMBRE 2009: IL PCL PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE DEL 19 SETTEMBRE
PER LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE
Roma, 8 set. - (Adnkronos) - Il Partito comunista dei lavoratori parteciperà alla manifestazione nazionale del 19 settembre a difesa delle libertà di informazione. Lo annuncia Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori, secondo il quale «l’attacco di Berlusconi ad ogni opposizione e critica, attraverso la clava dei propri strumenti mediatici, ha un solo scopo: consolidare il proprio potere per poi trattare eventualmente da una posizione di forza con avversari e alleati».
«È la conferma delle tendenze bonapartiste del governo più
reazionario che l’Italia abbia conosciuto dal 1960 -attacca- Ogni ulteriore rafforzamento di questo governo avrebbe ricadute tanto più negative per il movimento operaio e le lotte sociali, su cui non a caso Berlusconi pretende il silenzio». «Per questo il Pcl propone a tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, l’obiettivo di fondo della cacciata del governo Berlusconi attraverso l’unificazione e radicalizzazione della mobilitazione operaia e popolare: l’unica forza d’urto potenzialmente capace di segnare una svolta vera, nell’interesse delle stesse ragioni democratiche; una forza che certo non può essere sacrificata nè agli accordi politici col Pd, nè alla concertazione sindacale con Confindustria», conclude.
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07 SETTEMBRE 2009: FERRANDO SU MARCEGAGLIA ED EPIFANI
(ANSA) - ROMA, 7 SET - «Marcegaglia e Tremonti aprono alla
Cgil con un solo scopo: ottenere da Epifani la pace sociale in autunno; disinnescare la miccia di una possibile reazione
operaia radicale di fronte agli annunciati licenziamenti».
È quanto sostiene Marco Ferrando, segretario del Partito Comunista dei Lavoratori (Pcl).
«Sarebbe grave - sottolinea Ferrando - se il vertice della
Cgil barattasse le ragioni del lavoro con la propria
riabilitazione al tavolo della concertazione. Sarebbe un
insperato regalo non solo agli industriali, ma allo stesso
governo Berlusconi, proprio nel momento della sua crescente
difficoltà».
«Il Pcl - aggiunge - chiede alla Cgil e a tutti i sindacati
di classe una scelta opposta: unire le lotte dei lavoratori, a
partire dalle aziende in crisi, in una mobilitazione generale ad oltranza per imporre il blocco dei licenziamenti, anche
ricorrendo all’occupazione di tutte le aziende che licenziano.
Guglielmo Epifani - è l’appello di Ferrando - vada a scuola
degli operai della Innse, non della Confindustria di
Marcegaglia».(ANSA).
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04 SETTEMBRE 2009: MARCO FERRANDO AI CANCELLI DELLA CNH DI IMOLA
Vai alla pagina Appuntamenti
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03 SETTEMBRE 2009:A FIANCO DEI PRECARI DELLA SCUOLA
comunicato stampa
Il PCL è a fianco della lotta di migliaia di precari della scuola contro un autentico licenziamento di massa.
Le falsità propagandistiche del governo sono sotto gli occhi di tutti.
I drastici tagli operati sulla scuola pubblica e l’aumento del numero di alunni per classe hanno prodotto in tutta Italia a partire dal Sud una carneficina di posti di lavoro. Fatto tanto più intollerabile sullo sfondo dell’attuale gravissima crisi sociale. E tanto più inaccettabile nel momento in cui Berlusconi e Gelmini annunciano nuove scandalose regalie pubbliche alle scuole private confessionali, ( magari anche come prezzo della..”perdonanza” ecclesiastica verso le esuberanze del Cavaliere sultano ).
I precari fanno dunque benissimo a mobilitarsi e ad intraprendere azioni dirette nei confronti delle controparti istituzionali ( occupazione di provveditorati , uffici scolastici ...).
E’ la lezione della INNSE: solo la lotta dura può strappare risultati.
Questa lotta non può restare isolata. E’ ora che tutte le organizzazioni sindacali intercategoriali e tutte le sinistre sostengano attivamente la lotta dei precari della scuola e le loro azioni combattive, respingendo ogni guerra fra poveri, e imponendo la loro piena assunzione.
Si conferma sempre più urgente l’apertura di una vertenza generale del mondo del lavoro, dei precari , dei disoccupati, che possa unificare tutte le lotte in corso in una vera prova di forza contro Governo e padronato.
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01 SETTEMBRE 2009: LA LOTTA DURA PAGA.
GENERALIZZIAMO LA LOTTA.
La lotta radicale ed a oltranza dei lavoratori della fabbrica INNSE a Milano, a difesa del proprio lavoro, ha piegato i propri avversari e ha smentito tutti i disfattisti.
La lezione è chiara: la lotta dura paga.
E’ ora di generalizzare questo insegnamento prezioso in tutto il mondo del lavoro. ...
Vai alla pagina Movimento operasio per scaricare il volantino.
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12 AGOSTO 2009: DIECI, CENTO, MILLE INNSE!
La lotta radicale paga
di Marco Ferrando
Vai alla pagina Movimento operaio
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10 AGOSTO 2009: SULLA SITUAZIONE DELLA INNSE
Intervista a Ferrando e Cremaschi sulla INNSE
Vai alla pagina Movimento operaio per vedere la registrazione video di "qui lecco libera"
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08 AGOSTO 2009: TRE PROPOSTE SULLA LOTTA DELLA INNSE
Comunicato stampa di Marco Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori
Milano 8 agosto 2009. Marco Ferrando è tornato oggi davanti ai cancelli della INNSE di Lambrate (Milano) per manifestare la solidarietà del Partito Comunista dei Lavoratori agli operai in lotta. Nell'occasione ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Giorno dopo giorno si aggrava la situazione dei lavoratori della INNSE e dei loro compagni sulla gru: unicamente responsabili di difendere il proprio posto di lavoro contro un cinico padrone faccendiere e il tutore politico di cui gode (la Lega Nord).
“Proponiamo a tutte le sinistre politiche e sindacali:
1) l'immediata convocazione di una manifestazione nazionale unitaria davanti ai cancelli della fabbrica;
2) l'immediata formazione di una Cassa unitaria di resistenza, sotto il controllo dei lavoratori;
3) una azione unitaria di massa, con la presenza dei principali esponenti della sinistra sindacale e politica, che punti a riportare gli operai nella loro fabbrica, a liberare i loro compagni, a bloccare lo smantellamento dei macchinari.
“In ogni caso, se la situazione non si sblocca, governo e prefettura, saranno i primi responsabili, politici e morali, di quanto potrà accadere alla INNSE.”
Marco Ferrando
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05 AGOSTO 2009:IL CASO INNSE E LA BATTAGLIA DI AUTUNNO
La necessità di una svolta
Il caso INNSE è divenuto ormai la metafora del prossimo autunno. Non riguarda più solamente i lavoratori di quella azienda, ma l’intero movimento operaio italiano.
E’ necessaria una mobilitazione generale di tutte le forze disponibili della sinistra – sindacali, politiche, associative, di movimento – che garantisca una presenza massiccia e duratura davanti ai cancelli dell’azienda al fianco degli operai. Nessun macchinario deve uscire dall’azienda, né intero né a pezzi.
Per questo è necessaria l’organizzazione di una forza collettiva permanente, capace di disincentivare o respingere ogni nuova aggressione poliziesca e provocazione giudiziaria.
L’esperienza della “soluzione Genta” dimostra che non esistono “compratori buoni”, ma solo speculatori di passaggio. La proprietà dello “speculatore rottamaio” Silvano Genta va espropriata, senza alcun indennizzo, e affidata al controllo dei lavoratori.
La produzione deve riprendere, col pieno utilizzo dei macchinari, sotto la gestione operaia.
Altre “soluzioni” o sono del tutto provvisorie, o sono semplici palliativi.
La lotta di resistenza ad oltranza alla INNSE deve essere la base di partenza di una svolta generale di lotta in vista dello scontro di autunno. Nessun licenziamento dovrà passare. Occorre che tutte le forze sindacali e politiche del mondo del lavoro preparino l’occupazione delle fabbriche che licenziano, con la rivendicazione della loro nazionalizzazione, senza indennizzo, sotto controllo dei lavoratori. Le prime aperture di Gianni Rinaldini, segretario nazionale FIOM, alla prospettiva dell’occupazione delle aziende che licenziano, sono un passo positivo. Ma occorre passare alla preparazione concreta di quello sbocco, a partire dalla formazione di una Cassa Nazionale di Resistenza.
Il caso INNSE ci dice che la radicalità dei padroni deve trovare una risposta generale altrettanto radicale, che è l’unica via per strappare risultati. Altrimenti l’ “autunno caldo” lo faranno i padroni e Berlusconi contro i lavoratori italiani.
Vai alla pagina Movimento Operaio per esprimere la tua solidarietà militante
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03 AGOSTO 2009: A FIANCO DEGLI OPERAI DELLA INNSE
Il Partito Comunista dei Lavoratori manifesta la propria solidarietà alla lotta degli operai dell'Azienda INNSE di Milano contro un cinico padrone rottamaio, patrocinato a suo tempo dalla Lega Nord; e contro ogni intervento, a suo supporto, di magistratura e carabininieri.
Il caso INNSE è emblematico di come i lavoratori possano contare solo sulla propria forza e determinazione, non su promesse istituzionali. La volontà degli operai della INNSE di impedire ad ogni costo il sequestro dei macchinari, è in questo senso esemplare.
La lotta dei lavoratori della INNSE non può restare isolata. L'occupazione operaia delle aziende che licenziano si pone sempre più come necessità generale. Nessuna crisi aziendale verrà "risolta" da un nuovo capitalista compratore, che in realtà è sempre uno speculatore di passaggio, come si è rivelato il Dott. Genta. Può e deve essere affrontata dentro una vera mobiltazione unitaria e generale per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le aziende che licenziano.
Dal caso INNSE il PCL trae nuove ragioni per avanzare questa proposta di lotta all'intero movimento operaio e sindacale.
Comitato Esecutivo Nazionale
Vai alla pagina Movimento Operaio per leggere l'appello degli operai in presidio permanente
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28 LUGLIO 2009: CONTRO IL DECRETO ANTICRISI SERVE UN'OPPOSIZIONE VERA
Note di agenzia di stampa
FERRANDO (PCL), OCCORRE OPPOSIZIONE VERA
(ANSA) - ROMA, 24 LUG - ''Dov'e' un'opposizione vera?'': lo
chiede Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori, a
proposito del decreto legge anti-crisi.
''Un sultanato di governo, che non trova un euro per i
lavoratori - sostiene - vara per decreto un nuovo massiccio
regalo a imprese, banche, evasori criminali, mentre aumenta
l'eta' pensionabile e impone tasse ai terremotati d'Abruzzo.
Queste enormita' sono consentite non dai numeri parlamentari, ma
dall'assenza di un'opposizione sociale vera, oggi rimossa dai
vertici sindacali e politici delle sinistre''.
''Non bastano dissensi platonici e proteste simboliche. Senza
mettere in campo una radicalita' di massa, proporzionale e
contraria alla radicalita' del governo, l'autunno caldo, 40 anni
dopo, lo faranno Berlusconi e Confindustria contro i lavoratori.
E' ora di preparare per l'autunno una volta radicale di lotta
che unisca nell'azione - conclude - tutte le sinistre politiche
e sindacali''.(ANSA).
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27 LUGLIO 2009: SULLE RONDE DOPO I FATTI DI MASSA
Strutture di vigilanza contro le ronde fasciste e leghiste
Gli scontri di massa tra fascisti e antifascisti richiamano un problema generale.
Il pacchetto sicurezza del governo, dietro la foglia di fico di qualche ipocrita "rassicurazione", ha aperto la via alla formazione di strutture paramilitari di marca reazionaria, fasciste o leghiste, in varie parti d'Italia.
Le "SSS" di massa sono emblematiche. ed e' solo l'inizio.
E' necessario e urgente che le sinistre politiche e sindacali promuovano e organizzino unitariamente una risposta generale territorio per territorio, a questo fenomeno, evitando sia la passivita' sia l'improvvisazione. proponiamo la formazione di strutture unitarie di vigilanza operaia e popolare operative sul territorio, capaci di bloccare di contrastare sul nascere ogni forma di rondismo reazionario, e di allargare il controllo sociale ai diversi aspetti della criminalita' del profitto ( omicidi bianchi, sfruttamento del lavoro nero, scempi ambientali...).
In ogni caso il PCL si adoperera' per intraprendere, ovunque possibile la costruzione di queste strutture di vigilanza, con il piu' ampio coinvolgimento di forze disponibili della sinistra. di certo, non si puo' abbandonare il territorio allo squadrismo, comunque mascherato, degli amici di Borghezio e dei fascisti.
Marco Ferrando
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27 LUGLIO 2009: IL PCL SULLA FEDERAZIONE DELLE SINISTRE
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20 LUGLIO 2009: MANIFESTAZIONE DEL 4 LUGLIO A VICENZA
Contiene video intervista a Marco Ferrando
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12 LUGLIO 2009: TERMINI IMERESE IN LOTTA
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3 LUGLIO 2009: FERRANDO, TAGLI BRUTALI VERI RESPONSABILI
(ANSA)
''I tagli brutali al sistema ferroviario realizzati in 15 anni da centrosinistra e centrodestra sono corresponsabili dei fatti di Viareggio.
Tagli al personale, alla manutenzione, ai controlli, sono serviti
unicamente a risparmiare risorse da destinare al business dell'Alta velocita'''.
Lo afferma in una dichiarazione il leader del Pcl Marco Ferrando, secondo il quale ''in cambio della riduzione dei controlli sui convogli merci, l'azienda Fs incassa maggiori contratti e profitti dalle societa' private cui affitta la rete.
I morti di Viareggio sono anche sul conto di questo conflitto di interesse''.
''E' necessaria - aggiunge Ferrando - una svolta drastica.
Il far west della liberalizzazione dei trasporti va cancellato.
L'intero sistema ferroviario va realmente nazionalizzato sotto
il controllo dei lavoratori e degli utenti.
Tutti i tagli effettuati vanno abrogati, a partire da quelli sulla sicurezza.
Va realizzato un vasto piano di rilancio delle Ferrovie,
finanziato dai tagli delle spese militari.
Il dottor Moretti va destituito, a favore di un nuovo consiglio d'amministrazione composto da dirigenti eletti dai lavoratori''.
''Le sinistre politiche e sindacali - si chiede infine Ferrando - possono battersi insieme per questo piano alternativo, costruendo attorno ad esso forza, consenso e mobilitazione?''. (ANSA).
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1 LUGLIO 2009: LA STRAGE DI VIAREGGIO
Comunicato stampa
La tragedia di Viareggio con il suo pesante carico di vittime ancora una volta ci indica con estrema chiarezza che la vita delle popolazioni sono messe a rischio dalla assoluta mancanza di sicurezza nel controllo del territorio e nella gestione dei materiali pericolosi.
Ci indica che la corsa al profitto mette all' ultimo posto la vita delle persone.
Ci diranno che il vagone cisterna carico di gas gpl andava ad una velocità eccessiva. Ci diranno che le norme di sicurezza non sono state seguite alla lettera, oppure che la fatalità e l' errore umano erano in agguato.
Come è possibile controllare la sicurezza di una gigantesca nave colma di gas e dei chilometri di tubazioni collegate al rigassificatore in progetto al largo di Livorno?
Il Partito Comunista dei Lavoratori si batterà contro il progettato rigassificatore contro ricerca spasmodica del profitto da parte dei poteri forti e del grande capitale sulla pelle delle popolazioni. Non esiste la fatalità in queste tragedie.
I tredici morti di Viareggio urlano giustizia e la lotta contro il rigassificatore OLT sarà il modo migliore per ricordarlo.
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione Livorno
Sezione Pisa
Pcl versilia Lucca ; Pcl Pisa ; Pcl Livorno
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25 GIUGNO 2009: LA PROPOSTA DEL PARLAMENTO DELLE SINISTRE
E’ possibile un’unità a sinistra che preservi l’autonomia di ogni soggetto coinvolto,entro lo sviluppo di un fronte unico d’azione e di un confronto libero, senza risvolti elettoralistici e furbizie burocratiche?
E’ possibile un’unità a sinistra votata allo sviluppo del movimento reale delle masse, più che a ingegnerie organizzative tra gruppi dirigenti? ....(continua)
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20 GIUGNO 2009: CONTRO LA TEOCRAZIA IRANIANA
A FIANCO DEL MOVIMENTO DI MASSA
PER UN PROGRAMMA ANTICLERICALE, ANTIMPERIALISTA E SOCIALISTA
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17 GIUGNO 2009: 10 DOMANDE AI DUE CANDIDATI
Poniamo dieci domande da sinistra ai due candidati sindaci. Temiamo, però, che le eventuali risposte possano essere intercambiali tra i due candidati senza notare differenze.
Visto che vanno molto di moda le 10 domande ai potenti, abbiamo scelto quelle da porre ai due candidati sindaci per il prossimo ballottaggio bolognese. Ne avremmo potute fare a decine, verificando, come crediamo, una comunione di valori etico-politici e di programmi tra i due sfidanti. Abbiamo preferito concentrare in 10 punti quattro argomenti fondamentali: lavoro pubblico e privato, scuola, laicità e ambiente.
Temiamo che le eventuali risposte possano essere intercambiabili fra i due esponenti di centro sinistra e centrodestra.
Le dieci domande:
1) Quanti precari del Comune e in quali tempi pensate di stabilizzare?
2) Vi opporrete alle politiche contro i lavoratori pubblici messe in atto da Brunetta?
3) Salvaguarderete le industrie bolognesi da chiusure e delocalizzazioni all´estero?
4) Siete disposti ad impedire i cambi d´uso per le zone industriali a zone residenziali a fini speculativi (come ad es. l´area Sabiem)?
5) Fermerete gli inutili e costosissimi progetti di People mover e metropolitana? Sapete che esistono già binari di superficie tra aeroporto - stazione - fiera che potrebbero essere utilizzati con poco costo? Intendete utilizzarli?
6) Continuerete a finanziare le scuole private, anche nei casi più scandalosi, come denunciato dal Comitato Scuola e Costituzione, di istituti che discriminano per sesso e reddito?
7) Continuerete a finanziarie le varie confessioni religiose con il versamento del 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria (circa 700mila euro annui)?
8) Manterrete le attuali indennità (stipendi) di sindaco e assessori, considerato che sono tra i più alti in Italia?
9) Metterete in atto in tempi brevi un programma di bonifiche per l´inquinamento da amianto?
10) Attuerete il blocco del traffico in caso di sforamenti dei limiti di inquinamento e di pericolo per la salute dei cittadini?
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16 GIUGNO 2009: NO ALLE RONDE NERE, VIGILANZA POPOLARE
dichiarazione di Marco Ferrando
(ANSA) - ROMA, 15 GIU - “La nascita della Guardia Nazionale
Italiana e lo stesso rilancio delle ronde da parte del ministro
Maroni, rivelano una dinamica inquietante.
Per la prima volta, al di la’ delle parole, siamo di fronte allo sviluppo di strutture parallele, paramilitari, pubblicamente avallate o
incoraggiate dallo Stato”.
Lo afferma Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori.
”Le sinistre non possono limitarsi alla critica. Debbono
promuovere unitariamente una mobilitazione di contrasto.
Proponiamo ai sindacati - prosegue - a tutte le sinistre, alle
associazioni popolari, antifasciste e antirazziste di approntare
strutture unitarie di vigilanza operaia e popolare sul territorio, a partire dal nord. Strutture operative che tutelino la sicurezza individuale e collettiva dei soggetti minacciati da rondismo, squadrismo, teppismo; e che parallelamente estendano la propria azione contro ogni forma di criminalita’ quotidiana del profitto: incluso lo sfruttamento del lavoro nero, il mancato rispetto della sicurezza sul lavoro, l’evasione fiscale, lo scempio ambientale”.
”Le sinistre - conclude Ferrando - non possono lasciare
alle destre il controllo del territorio. E debbono promuovere una propria campagna anti capitalistica sulla sicurezza”.
Alla pagina Documenti trovi i links a testi classici sull'argomento
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14 GIUGNO 2009: BOICOTTIAMO IL REFEREDUM TRUFFA
DEL 21 GIUGNO
IL referendum indetto per il 21 giugno è un referendum truffa, contro le ragioni della democrazia e gli interessi dei lavoratori. Vuole rimpiazzare l’attuale legge “porcata” con una...” porcata” ancora maggiore: che potrebbe dare a un solo partito con il 25 % dei voti il 55 % del parlamento, portando alle estreme conseguenze il sistema elettorale maggioritario in direzione del bipartitismo.
Che il sistema maggioritario fosse una truffa l’abbiamo sperimentato per 15 anni: due coalizioni diverse che si alternano al governo per realizzare lo stesso programma contro i lavoratori, sotto dettato delle grandi imprese e delle banche ( attacco alle pensioni, precarizzazione del lavoro, compressione dei salari...). Ora Berlusconi e PD vorrebbero trasformare le due coalizioni in due partiti, per rendere ancora più efficace, contro i lavoratori, lo stesso sistema di governo e le stesse politiche di rapina. E’ quello che chiamano “ governabilità”.
Occorre far fallire il referendum non andando a votare o non ritirando la scheda.
Occorre rilanciare una grande battaglia democratica per un sistema elettorale integralmente proporzionale: ogni forza politica deve avere una rappresentanza proporzionale ai voti che ottiene. E’ un principio di democrazia elementare e di uguaglianza tra gli elettori . E’ un principio che tutela i diritti di rappresentanza indipendente delle ragioni dei lavoratori.
IL Partito Comunista dei Lavoratori è l’unico partito della sinistra italiana che ha rifiutato di accodarsi a logiche maggioritarie e ai governi confindustriali di centro sinistra, per stare sempre e solo dalla parte dei lavoratori; per battersi per un governo dei lavoratori che metta fine alle politiche di rapina.
Per questo diciamo:
BOICOTTIAMO IL REFERENDUM!
AFFERMIAMO I PRINCIPI DELLA DEMOCRAZIA!
DIFENDIAMO GLI INTERESSI DEI LAVORATORI!
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13 GIUGNO 2009: A PROPOSITO DELL'UNITA' DELLE SINISTRE
di Marco Ferrando
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13 GIUGNO 2009: DIRITTI...PER LA NOSTRA STRADA
Testo del volantino distribuito il Roma Pride 2009
digita l'indirizzo:
www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o1359:e1
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08 GIUGNO 2009: IN UN CAMPO DI ROVINE IL PCL CRESCE
Comunicato stampa
I risultati elettorali confermano e registrano il tracollo politico dei gruppi dirigenti delle sinistre italiane: prima uniti, quando si trattava, in cambio di ministri, di votare missioni di guerra e precarizzazione del lavoro; poi divisi, per ragioni personalistiche, nella lotta per la propria sopravvivenza istituzionale.
Un duplice disastro, per i lavoratori e per la sinistra.
Pur riportando un risultato in sé modesto, il PCL conferma e rafforza, ad un anno dalla sua nascita, la propria presenza politica. Nelle tre circoscrizioni in cui era presente (Centro, Nord Ovest, Nord Est) accresce non solo la propria percentuale (passando dallo 0,6 allo 0,8) ma anche i propri voti assoluti, nonostante il maggiore astensionismo. E vede ovunque estendersi le proprie radici sociali e territoriali. Nei fatti il nostro piccolo partito è l’unico partito che cresce a sinistra, nel campo di rovine da altri prodotto: nonostante l’ostacolo rappresentato dalla perdurante presenza di partiti e liste fintamente “comunisti”.
A maggior ragione, la costruzione indipendente del PCL sarà il nostro primo impegno.
Al tempo stesso, nel difficile scenario sociale e politico prodottosi, rilanciamo a tutte le sinistre, politiche, sindacali, di movimento, una precisa proposta di unità di lotta: la costituzione di un comune “Parlamento delle sinistre”, basato sul coinvolgimento attivo del loro popolo, quale sede permanente di confronto pubblico e di unità d’azione contro il governo Berlusconi e la Confindustria. Non siamo interessati a ingegnerie bizantine di ceto politico (“federazioni”, “costituenti”), prive di ogni base di principio e sempre fallimentari.
Siamo interessati all’unificazione e radicalizzazione della reale mobilitazione di massa: l’unica via che può contrastare la reazione, strappare risultati, riaprire una prospettiva di alternativa anticapitalistica.
MARCO FERRANDO
Di seguito il riepilogo dei risultati delle liste del PCL in Emilia Romagna e in provincia di Bologna:
- Emilia Romagna Europee '09: 1,02% (0,77% Pol. '08)
- Provincia di Bologna Europee '09: 0,85% (0,61% Pol. '08)
- Provinciali Bologna: 1,06%
- Comunali Bologna: 0,39%
- Comunali Ozzano dell'Emilia: 5,37% (1 eletto)
- Comunali di San Pietro in Casale: 4,66%
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03 GIUGNO 2009: NO A NUOVE CARCERI
Comunicato Stampa di Michele Terra
Candidato Sindaco del PCL
La notizia, apparsa sulla stampa locale nei giorni scorsi, di un
allargamento del carcere della Dozza ci lascia assolutamente perplessi.
Bisognerebbe avviare meccanismi per ridurre il numero dei detenuti, non ampliare le strutture di detenzione che ormai, a detta di tutti gli operatori, si sono trasformate in discariche sociali.
Il sovraffollamento delle carceri è la rappresentazione più evidente del processo di imbarbarimento giuridico e umano in atto nel nostro paese.
Vediamone le cause:
1) Negando l'art. 27 della Costituzione il carcere ha la sola funzione di contenimento dell'eccedenza della forza lavoro destinata all'esclusione sociale, tanto più oggi in presenza di una crisi economica epocale.
L'escluso viene percepito come nemico interno per la sua presunta tendenza aprocurarsi illegalmente il reddito di sopravvivenza perduto con la disoccupazione o la precarietà del rapporto di lavoro.
2) Stessa cosa per l'immigrato irregolare: con l'introduzione del reato di clandestinità la pena insiste non più solo sul reato ma sull'individuo perle sue caratteristiche.
Ridurre un essere umano a "reato che cammina" è
aberrante ancora prima che razzista.
3) L'ossessione proibizionista, oltre a procurare ricchezze immense alle narcomafie, criminalizza i consumatori abituali e occasionali.
Anche a costoro, al posto di politiche sociali di prevenzione, si applicano politiche esclusivamente penali.
4) Tutti i governi indistintamente tra centrodestra e centrosinistra hanno fatto a gara su chi proponeva il "pacchetto sicurezza" più forcaiolo possibile da spendere sul lucroso mercato del consenso elettorale.
Non c'è più tempo, l'alternativa è una sola e obbligata: deflazionare le carceri con azioni immediate. Queste le soluzioni:
1) Abolizione delle leggi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, ex Cirielli.
2) Forte potenziamento dell'applicazione penale alternativa al carcere con la corretta esecuzione delle leggi Gozzini e Simeone-Saraceni.
3) Sostituzione delle politiche penali con politiche sociali di prevenzione e re-inclusione sociale e lavorativa.
4) Depenalizzazione dei reati minori e abolizione dell'ergastolo.
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29 MAGGIO 2009: UNA SPECULAZIONE KILLER
Comunicato Stampa di Michele Terra
Candidato Sindaco del PCL
L´area delle Fonderie Sabiem in via Emilia Ponente si appresta ad essere oggetto di una mega speculazione edilizia fatta sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini della zona.
I lavoratori pagano il fallimento "pilotato" di un´azienda che funzionava e rendeva, ora dopo mesi di cassa integrazione e mobilità si trovano di fronte ad un accordo sindacati-enti locali- proprietà del terreno (Raggi) che prevede qualche migliaio di euro di carità e corsi di riqualificazione, quando tutti sanno che dopo i 40/50 anni di età è praticamente impossibile essere
riassunti.
I cittadini di via Emilia Ponente,e zone limitrofe, rischiano seriamente la loro salute: le Fonderie Sabiem sono piene di amianto, vera e propria sostanza killer.
L´operazione edilizia autorizzata dall´assessore Merola e dalla giunta prevede l´abbattimento dello stabilimento, ma non si parla della necessaria opera di bonifica preventiva. E´ possibile, quindi, che con la demolizione del vecchio impianto si disperdano nell´aria fibre di amianto assolutamente cancerogene.
Non sarebbe la prima volta che ciò avviene: mesi fa è successa la stessa cosa a Roma con l´abbattimento del vecchio velodromo.
Il Partito Comunista dei Lavoratori si impegna fin d´ora a garantire la massima vigilanza e ad impedire, anche fisicamente, ogni operazione di demolizione senza preventiva bonifica dell´amianto.
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21 MAGGIO 2009: IL PROGRAMMA DEL PCL
PER L'EUROPA
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18 MAGGIO 2009: GIU' LE MANI DALLO SLAI COBAS
Consideriamo francamente preoccupante e grave la campagna di criminalizzazione intrapresa all’unisono dalla stampa, dal governo, dal Pd, e anche da Prc-Pcdi, nei confronti dell’organizzazione sindacale Slai Cobas. Non abbiamo condiviso la contestazione attiva di Rinaldini e della Fiom alla fine della manifestazione di Torino. Sia perché ci risulta che la Fiom avesse accettato – correttamente – di dare la parola a Slai Cobas. Sia perché riteniamo un evidente errore politico porre la Fiom sullo stesso terreno di Fim e Uilm, tanto più nel quadro dello scontro attuale col padronato e col governo.
Ma non possiamo tacere la verità. Non c’è stata alcuna violenza “militare” verso chicchessia, come falsamente denuncia la stampa: che presenta la caduta del segretario Fiom, nella contestazione creatasi, come pestaggio preordinato. E in ogni caso riteniamo inaccettabile caratterizzare Slai Cobas, in modo calunnioso, come “gruppo di provocatori” e di “squadristi” ecc., ignorando oltretutto la sua reale rappresentatività operaia a Pomigliano e la squallida repressione padronale cui sono sottoposti centinaia o suoi iscritti, mandati dalla Fiat nel reparto confino di Nola.
Chiediamo a Fiom e Slai Cobas, congiuntamente, di rifuggire da ogni dinamica di contrapposizione/ritorsione, alimentata ad arte da stampa, governo, e da Cisl-Uil, e di ricomporre un quadro serio di confronto. Continueremo a batterci per la più ampia unità di lotta di tutte le organizzazioni sindacali di classe sul terreno di un salto di radicalizzazione della mobilitazione, a partire dal reciproco riconoscimento dei principi della democrazia operaia – che ignorano sia la violenza, sia la calunnia.
Riteniamo, nel merito, che alcune posizioni e proposte di Slai Cobas sul terreno rivendicativo e programmatico, quali la battaglia per la riduzione generale dell’orario di lavoro e la rivendicazione della nazionalizzazione della Fiat siano non solo pienamente condividisibili, ma un utilissimo terreno di confronto in tutto il sindacato di classe, in questa fase cruciale dello scontro sociale.
A nome dell’Esecutivo nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori
Marco Ferrando
Alla pagina Movimento operaio il Comunicato dello Slai Cobas
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14 MAGGIO 2009: IL PCL A OZZANO DELL'EMILIA (BO)
Comunicato stampa Nucleo di Ozzano dell'Emilia
Il PCL, Nucleo di Ozzano, nel ringraziare i cittadini ozzanesi che con la loro firma hanno consentito che si potesse presentare anche in sede comunale una lista veramente di sinistra, che si impegna a non tradire il mandato e ad operare per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel
programma elettorale del Partito, consultabile sul sito del Comune: http://www.comune.ozzano.bo.it/internet/News-dal-Comune/Elezioni-Comunali-2009
Così nei prossimi giorni 6 e 7 giugno 2009 gli elettori di Ozzano dell’Emilia troveranno il simbolo del Partito Comunista dei Lavoratori sulle schede delle elezioni comunali, provinciali ed europee.
Avranno la possibilità di votare per un partito ora apertamente comunista simbolizzato dalla “falce e martello” e quindi di eleggere all’interno di Istituzioni un rappresentante che stia dalla parte della gente.
Vogliamo essere i portavoce degli interessi dei cittadini e dei lavoratori, dei disabili e dei pensionati e di tutti coloro che l’attuale crisi ha messo in difficoltà, contro le speculazioni economiche e politiche.
Noi vogliamo dare informazione alla cittadinanza di ciò che nelle istituzioni si pianifica e dare voce e consapevolezza ai cittadini sulle scelte per il futuro di Ozzano.
Candidato Sindaco D’ARCO ANNUNZIATA, detta NADIA:
Nadia è attiva da anni nell’associazionismo per i diritti dei disabili e loro famiglie, si è dedicata all’attività di consulente per l’abbattimento delle barriere architettoniche e lavora come volontaria in una ong di cooperazione internazionale.
In passato ha militato negli anni 80 nel Pc e dopo dal 2000 nel Prc fino al governo Prodi, per poi approdare nel Partito Comunista dei Lavoratori.
Primi candidati in lista:
Stefano Cavalli, impiegato
Giuliano Bugani, operaio
Carlo Dalla Casa, pensionato.
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11 MAGGIO 2009: IL PCL ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009
comunicato
esecutivo nazionale PCL
Il Partito Comunista dei Lavoratori ha presentato proprie liste indipendenti con il proprio simbolo e propri candidati, contro il centrodestra ed autonomi dal centrosinistra, alle prossime elezioni amministrative del 6/7 giugno 2009.
Alle elezioni provinciali il PCL è presente a
TORINO, CUNEO, MILANO, BRIANZA, LODI, SAVONA, PARMA, REGGIO EMILIA, BOLOGNA, FORLI’-CESENA, FIRENZE, AREZZO, LIVORNO, RIETI, FROSINONE, CHIETI, NAPOLI, AVELLINO, COSENZA, POTENZA.
Siamo inoltre presenti alle elezioni COMUNALI dei seguenti capoluoghi: BOLOGNA, FIRENZE, CESENA e FORLI’.
Inoltre le nostre liste sono presenti alle elezioni comunali di alcune città sopra 15mila abitanti:
SETTIMO TORINESE (47mila abitanti), SAVIGLIANO (Cuneo, 20mila ab.), SAN GIULIANO MILANESE (35mila ab.) e MELZO (Milano, 18mila ab.).
Infine, sempre con nostre liste indipendenti ed il nostro simbolo, siamo anche presenti in altri comuni più piccoli:
Casalpusterlengo (Lodi, circa 14mila ab.), Ozzano (Bologna, 12mila ab.), Finale e Santa Margherita (Liguria, entrambi con circa 11mila ab.), San Pietro in Casale (Bologna, 11mila ab), Buttigliera alta (bassa Val di Susa, 6mila ab), Ceriano (Monza, 6mila ab), Cerreto d’Esi e Serra (Ancona, entrambi con circa 3.500 ab.) e Melara (Rovigo, 2mila ab. circa, con fortissime pressioni del PD sui nostri compagni per non presentarsi).
Nel complesso la presenza del Partito Comunista dei lavoratori a questa tornata amministrativa può dirsi soddisfacente, considerando la difficoltà della raccolta firme e le complesse procedure di presentazione delle liste. Il PCL è infatti presente in tutte le principali aree metropolitane al voto (eccetto Bari e Venezia): Torino, Milano, Bologna, Firenze, Napoli (comprese le comunali, dove ci sono, a Bologna e Firenze).
Complessivamente le liste del PCL sono presenti in circa 1/3 delle province al voto (20 su 62), che comprendono però più della metà dell’elettorato coinvolto per le amministrative 2009, essendo le più popolose.
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11 MAGGIO 2009: EUROPEE 2009
LA LISTA DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
i candidati
CIRCOSCRIZIONE NORD-EST (comprensiva di tutta la Regione Emilia Romagna)
01 Ferrando Marco, Genova, 18-07-1954
02 Mantovani Tiziana, Milano, 11-07-1960
03 Terra Michele, Bologna, 05-11-1971
04 Bacchiocchi Federico, Senigallia (AN), 20-08-1970
05 Canfarini Rossana, Cesena, 23-02-1961
06 Facci Luca, Verona, 05-12-1964
07 Falgares Elisabetta Maria, Agira (EN), 02-04-1970
08 Fornaciari Fausto, Montecchio Emilia (RE), 01-04-1960
09 Ficcadenti Gabriela, Colli del Tronto (AP), 29-04-1959
10 Zangoli Luciano, Cesena, 29-05-1962
11 Franzoni Alfonsina, Reggio nell’ Emilia, 25-08-1939
12 Porcelli Giuliana, Latina, 09-11-1947
NOTA BENE: IL PCL E' PRESENTE ALLE EUROPEE ANCHE NELLE CIRCOSCRIZIONI NORD-OVEST E CENTRO
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7 MAGGIO 2009: UNA CAMPAGNA ELETTORALE SQUALLIDA
COMUNICATO STAMPA DI
MICHELE TERRA
Candidato sindaco del Pcl
Questi giorni di campagna elettorale segnati da “grandi” rivelazioni, “corvi”, agenti segreti, ecc. segnano lo squallore di una campagna elettorale senza reali confronti, dove i principali candidati tentano di nascondere la difesa dei comuni interessi economici di industriali, costruttori, grandi coop.
Se si vuole fare un’operazione trasparenza si dichiarino i massoni in lista.
La vicenda della condanna di Cazzola (peraltro già nota), i relativi “corvi” con ex 007 annessi segna lo squallore di una campagna elettorale fatta di gossip, cene offerte a centinaia di elettori e costosissimi mega manifesti con slogan senza significato.
Se centrodestra e centrosinistra vogliono fare davvero un’operazione trasparenza dichiarino se ci sono e chi sono i loro candidati iscritti alla massoneria, questo grande potere occulto che pretende di determinare la vita economica, politica e sociale di Bologna.
Per i cosiddetti candidati principali è necessario tenere i toni sugli insulti e i complotti per evitare di parlare di contenuti, che, nei fatti, li vedono accomunati nella difesa degli interessi di industriali, costruttori, grandi coop e così via.
Fuori dal coro, senza dossier top secret e milioni di euro da spendere, rimaniamo noi del Partito Comunista dei Lavoratori, gli unici che in questa campagna elettorale vogliono portare la voce di chi vive del proprio lavoro (e spesso vive male) e che nemmeno può evadere le tasse come ha fatto qualche candidato sindaco, seguendo magari il consiglio dell’amico Berlusconi.
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7 MAGGIO 2009: CONTRO SACCONI SERVE UNA MOBILITAZIONE VERA
dichiarazione di Marco Ferrando
Roma, 6 mag. (Adnkronos) - «La sostanza del Libro bianco del ministro Sacconi è drammaticamente semplice: più facile
licenziabilità dei lavoratori, in cambio di un rafforzamento
simbolico e selettivo degli ammortizzatori sociali pagato dall’aumento dell’età pensionabile, ossia... dai lavoratori stessi. Confindustria e banche ringraziano». Lo afferma Marco Ferrando, del Partito Comunista dei Lavoratori, che osserva:
«La Cgil non può limitarsi a ’criticarè l’annuncio di Sacconi, nè riposare sulla manifestazione del 4 aprile, già molto lontana. Occorre chiamare tutte le organizzazioni sindacali non compromesse e tutte le sinistre ad una mobilitazione vera e continuativa, a partire dall’obiettivo unificante del blocco generale dei licenziamenti».
«L’esperienza dei lavoratori europei dimostra che solo lotte radicali possono ostacolare l’offensiva dominante, incidere sui
rapporti di forza e strappare risultati per i lavoratori. Continuare a
criticare stando fermi significherebbe solamente incoraggiare i
peggiori propositi dell’avversario», conclude.
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6 MAGGIO 2009: IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
SARA' PRESENTE ALLE
ELEZIONI EUROPEE
nota adnkronos
GOVERNINO I LAVORATORI, NON I BANCHIERI
Roma, 4 mag. - (Adnkronos) - «Il Partito comunista dei
lavoratori è presente, con proprie liste, alle elezioni del
Parlamento europeo.
Siamo l’unico partito della sinistra che non ha
sostenuto il governo Prodi e che è estraneo alle Giunte di
centrosinistra. Contro Berlusconi e Confindustria avanziamo un
programma coerentemente anticapitalistico: che riconduce l’obiettivo immediato del blocco dei licenziamenti alla nazionalizzazione delle banche e delle imprese che licenziano e alla prospettiva di un governo dei lavoratori.
"Governino i lavoratori, non i banchierì" sarà la
parola d’ordine centrale della nostra campagna».
Lo afferma Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori (Pcl)
«Le vecchie classi dirigenti hanno fallito -aggiunge- Le
sinistre che per anni hanno votato, in cambio di ministri, politiche
antipopolari, sono un campo di rovine. È necessario costruire una
sinistra nuova, non compromessa nella disfatta, autonoma dal
centrosinistra, che si batta per un’alternativa anticapitalistica in
Italia e in Europa.
La nostra campagna sarà al servizio di questa necessità».
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1 MAGGIO 2009: CRISI: QUALE RISPOSTA DEI LAVORATORI?
Volantino del PCL per la festa del 1° maggio
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29 APRILE 2009:PERICOLO AMIANTO IN VIA EMILIA PONENTE
Sono ormai chiuse in modo definitivo le Fonderie Sabiem di Bologna e, mentre ai lavoratori lasciati senza lavoro si prospetta un futuro amaro fatto di precarietà ed incertezze, il territorio del quartiere Reno si prepara ad assistere alla probabile, ennesima, speculazione edilizia sui terreni che per decenni hanno ospitato lo storico stabilimento.
RESTA DA CAPIRE SE E COME VERRA' BONIFICATA L'AREA, dal momento che all'interno dello stabilimento risulta comprovata una massiccia presenza di amianto, in avanzato stato di degrado!
La cittadinanza è invitata a partecipare all'incontro pubblico, che avrà luogo:
MERCOLEDI’ 29 APRILE ORE 21
presso la Sala Falcone e Borsellino, via Battindarno 123 Quartiere Reno Bologna, bus 36.
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26 APRILE 2009: NO AL G8 A L'AQUILA
Portate altrove le vostre macerie del vostro sistema
Venite pure, l'Abruzzo vi aspetta
(Coordnamento regionale PCL Abruzzo)
Già da tempo era chiaro, che in un momento di calo di popolarità del suo governo, Silvio Berlusconi avesse scelto la tragedia del terremoto abruzzese per fare passerella. Visite continue, aria da finto padre di famiglia angosciato, promesse di ricostruzione elargite a piene mani e a favore di telecamera, lacrime ai funerali, retorica nauseante, insomma tutto l'armamentario classico del circo berlusconiano.
Poi ieri, il tanto atteso consiglio dei ministri all'Aquila (altra trovata scenica) che in teoria, doveva dire parole chiare e soprattutto fornire numeri certi, circa la ricostruzione del nostro capoluogo di regione. Sul fronte dell'impegno di spesa il governo ha stimato che occorreranno otto miliardi di euro, per altro cifra incoerente con quanto detto finora dai vari ministri e dallo stesso premier, ma è sul versante delle entrate che la cosa si è fatta grottesca. Si è come sempre chiarito, “che non si metteranno le mani in tasca agli italiani” e poi, al momento di indicare le entrate per coprire un impegno di spesa così ingente (un media finanziaria), si è parlato di lotterie, di lotta all'evasione, di scudo fiscale, insomma di aria fritta. Tanto alla fine della fiera, pagheranno come sempre i lavoratori dipendenti.
Nemmeno una parola sulle corresponsabilità delle imprese costruttrici e degli amministratori, neanche nella forma blanda di un avallo all'opera della magistratura, tempi di ricostruzione che da rapidissimi sono diventati ragionevolmente medi. Per concludere e per compensare la dura realtà a fronte del sogno spacciato per settimane ci voleva la trovata ad effetto, e la premiata ditta Berlusconi-Bertolaso, ha estratto dal cilindro il numero ad effetto: il trasferimento del G8 dalla Maddalena all'Aquila. Sulle ragioni della decisione, non c'è bisogno di fare elucubrazioni. Berlusconi, che non ha più vergogna di nulla le ha spiegate candidamente.
L'Aquila, con il suo attuale scenario di macerie, è il palcoscenico ideale per un summit che cade in una fase di crisi drammatica del capitalismo e i contestatori saranno scoraggiati a manifestare in un simile contesto di rovine (riconoscendo implicitamente a chi si oppone, maggiore umanità di quanta ne dimostrino i governi degli otto paesi più industrializzati del pianeta). Il cinismo e la viltà della scelta sono talmente evidenti da non meritare ulteriori commenti (discorso a parte meriterebbero gli avalli alla scelta del governo, ottenuti dai sindacati e dalle cosiddette opposizioni), per parte nostra, promettiamo al premier tutto il nostro impegno per organizzare contro il vertice la più larga contestazione possibile, puntando a coinvolgere per prime le popolazioni colpite dal dramma del terremoto e ora, usate come scudo da un governo criminale.
VENITE PURE - L'ABRUZZO VI ASPETTA.
22 APRILE 2009: SULLE MANIFESTAZIONI DEL XXV APRILE
Comunicato di Marco Ferrando
La partecipazione di Berlusconi, Fini e La Russa alle celebrazioni del 25 Aprile, su richiesta del PD, corona il lungo tradimento della resistenza partigiana.
La grande maggioranza dei partigiani nel '43-'45 aveva lottato non solo per cacciare il fascismo, ma anche per rovesciare le classi dominanti che lo avevano sostenuto. Il ritorno al posto di comando nel '45 dei vecchi padroni e prefetti voluto da De Gasperi e Togliatti, con la benedizione deli Stati Uniti e di Stalin, fu il primo tradimento di quella insurrezione partigiana di cui oggi si umilia la memoria.
Oggi Berlusconi e La Russa festeggiano non il 25 Aprile ma i suoi funerali. 60anni dopo, la storia di un tradimento si trasforma nel tradimento della storia: con i partigiani comunisti sul banco degli imputati e gli eredi dei repubblichini nel ruolo di giudici.
Il PCL parteciperà come sempre alle manifestazioni del 25 Aprile recuperando la Bandiera di quella "rossa primavera" per cui i partigiani si batterono; riservandosi il diritto di contestazione di Berlusconi e dei suoi Ministri; rivendicando la lotta per un governo dei lavoratori, contro ogni Unità Nazionale, quale celebrazione autentica della Resistenza; impegnandosi nella costruzione della " sinistra che non tradisce".
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21 APRILE 2009: LA LIBERAZIONE E LA CONTINUITA' DELLO STATO
Dossier a cura della sezione di Forlì - Cesena del PCL
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17 APRILE 2009: LA SICILIA CONTRO IL G8
Coordinamenti ibleo contro il G8
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14 APRILE 2009: LETTERA APERTA ALLE SINISTRE
Comitato Esecutivo PCL
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8 APRILE 2009: IL PRINCIPALE RESPONSABILE DEI MORTI ABRUZZESI
NON E' IL TERREMOTO MA IL PROFITTO.
Comunicato ANSA di Marco Ferrando
Di fronte alla tragedia abruzzese, il primo dovere e' naturalmente l'azione di soccorso e la solidarieta' attiva.
ma farsi scudo della solidarieta' per rimuovere le responsabilita', e' il peggiore cinismo e prepara altri lutti.
I fatti d' Abruzzo -con gli edifici pubblici in rovina- sono l'ennesima denuncia dell'incuria della prevenzione, degli appalti mangiatoia, di un'edilizia dominata dal profitto: e dunque chiamano in causa i governi di ogni colore, nazionali e locali, degli ultimi 20 anni. l' unita' nazionale tra Berlusconi e PD e' solo la comune copertura di questa corresponsabilita' di lungo corso, in Italia e in Abruzzo.
Le sinistre non possono stare in silenzio. e' necessario affiancare all' immediata azione di soccorso una comune mobilitazione per un piano di svolta.
Va' imposta l' immediata abrogazione del piano casa del governo, a favore di un piano nazionale, di ristrutturazione edilizia antisismica: il vero problema non e' l'allargamento delle villette, ma la messa in sicurezza di case, scuole, ospedali, lungo l'intera penisola. questo piano nazionale, congiunto alla ricostruzione dell'aquila, va finanziato con i 6 miliardi previsti per il ponte di Messina, con l'abbattimento dei 30 miliardi di spesa militare, con i 12 miliardi di Tremonti bond destinati oggi alle banche. La ricostruzione dell'Aquila e il piano nazionale per la sicurezza debbono avvenire sotto il diretto controllo di comitati popolari, contro ogni logica speculativa e affaristica: a partire dall' esproprio dei costruttori responsabili dell' edilizia di cartapesta.
Il principale responsabile dei morti abruzzesi non e' il terremoto ma il profitto.
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7 APRILE 2009: IL TERREMOTO A L'AQUILA
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7 APRILE 2009: FINALMENTE DISPONIBILE LA RISOLUZIONE
DEL COORDINAMENTO PER LA RIFONDAZIONE DELLA QUARTA INTERNAZIONALE
(CRQI) SULLA CRISI ECONOMICA E LE SUE CONSEGUENZE
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6 APRILE 2009:PRIME ADESIONE ALLA CAMPAGNA PER LA NAZIONALIZZAZZIONE DELLE AZIENDE IN CRISI E DELLE BANCHE
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4 APRILE 2009: VOLANTINO DISTRIBUITO ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL
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21 MARZO 2009: MANIFESTAZIONE IN DIFESA DELLE LIBERTA' DEMOCRATICHE E DEL DIRITTO DI SCIOPERO
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19 MARZO 2009: LANCI DELL'AGENZIA DIRE SU INTERVISTA A MICHELE TERRA
ER) BOLOGNA. TERRA (PCL): PAGA SINDACO DIVENTI AIUTO ANTI-CRISI
"PRC UNICO A NON FARE CAMPAGNA, ASPETTA D'ESSERE IMBARCATO DA PD"
(DIRE) Bologna, 18 mar. - Propone di tagliare lo stipendio di sindaco e assessori per aiutare i lavoratori vittime della crisi, ma pensa anche a due assessori come segno distintivo dei suoi eventuali primi cento giorni in fascia tricolore: uno ai Giovani e con portafoglio (perche' "va finanziato"), l'altro alla Cultura, ma "legato al territorio e che non faccia solo grandi eventi".
Ospite di Radio Citta' del Capo, il candidato del Partito comunista dei lavoratori (Pcl), Michele Terra, da' queste indicazioni e punzecchia Rifondazione.
Il Prc, dice, "non ha un proprio candidato sindaco ed e' l'unico partito che non fa campagna elettorale perche' aspetta di essere imbarcato dal Pd.Ma non si puo' essere di sinistra aspettando che il Pd ti imbarchi, serve autonomia". Ed e' anche per questo che Terra esclude la possibilita' che i mille rivoli in cui si disperdonole forze di sinistra possano riunificarsi.
Esclude l'ipotesi di lista unica e poi anche l'intesa con Bologna citta' libera di Monteventi e Bifo. "Consideriamo sbagliata la scelta della lista civica e poi Bifo, rivolgendosi a Rifondazione, innesco' una dura polemica anticomunista: e' difficile dialogare- dice Terra- con ci vede come mummie da museo".
Avanti da soli, dunque, tanto che se servira' il ballottaggio, il Pcl non darà indicazioni. Del resto, Giorgio Guazzaloca o Flavio Delbono, "sono molto simili, hanno un'idea di sviluppo della citta' che si riferisce agli stessi interessi economici. Parlano solo di grandi opere. Forse uno e' piu' attento al dialogo con Confindustria e l'altro al Consorzio dei costruttori delle coop", ma per Terra la sostanza e' la stessa. E infatti, aggiunge, "questa campagna elettorale e' una noia...".
DIRE) Bologna, 18 mar. - Le 'promesse' elettorali del Pcl vanno dal taglio dei pass per l'accesso alla Zona a traffico limitato al potenziamento delle corsie preferenziali ma anche degli asili nido e agli immobili comunali a prezzi ridotti alle associazioni culturali del territorio.
Ma dato che, realisticamente, Terra sa che le chance di diventare sindaco sono scarse, e dunque assicura che, chiunque vinca, il Pcl stara' all'opposizione "dentro e fuori il Consiglio comunale. Siamo alternativi a centrodestra e centrosinistra.
Saremo un dito puntato su chi Governa e un dito nell'occhio se governeranno contro i lavoratori e le fasce deboli della citta'".
(Mac/ Dire)
Michele Terra si trova anche su Facebook
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18 MARZO 2009:" LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE" di Marco Ferrando
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28 FEBBRAIO 2009: NADIA D’ARCO, DALL’IMPEGNO NELLE ASSOCIAZIONI ALLA POLITICA
Il Partito Comunista dei Lavoratori raccoglie le firme per presentarsi alle amministrative.
Dal'edizione del SABATO SERA del 28 febbraio 2009
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27 FEBBRAIO 2009: IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI ALLE ELEZIONI EUROPEE ED AMMINISTRATIVE
Il Partito Comunista dei Lavoratori ( pcl ) parteciperà alle prossime elezioni europee ed amministrative con una propria lista indipendente, e col proprio simbolo.
Sul versante delle elezioni europee, abbiamo avviato la raccolta delle firme necessarie in tutte le circoscrizioni: sfidando apertamente la soglia elevatissima, ed antidemocratica, di firme richieste. Marco Ferrando, portavoce nazionale del partito, sarà capolista nelle diverse circoscrizioni.
Sul versante delle elezioni amministrative saremo presenti in un larghissimo campione delle realtà coinvolte, a livello provinciale e comunale: a partire dalle Province di Torino, Milano, Bologna, Venezia, Firenze, Napoli; nei Comuni capoluogo di regione come Bologna e Ancona, nonché in diversi centri minori da Frosinone a Forlì e Cesena. Complessivamente il PCL sarà presente in 35 elezioni provinciali e in numerose elezioni comunali lungo l’intero territorio nazionale.
Con la propria presentazione, il PCL afferma il diritto di presenza alle elezioni dell’unico partito della sinistra italiana da sempre autonomo e alternativo al centrosinistra, sul piano nazionale e locale; dell’unico
programma coerentemente anticapitalista che rivendica la nazionalizzazione delle aziende in crisi e delle banche e la prospettiva di un governo dei lavoratori e degli Stati Uniti Socialisti d’Europa, fuori da ogni vecchia illusione riformista.
Le liste del PCL vedranno una presenza diffusa di candidati del mondo del lavoro, protagonisti delle lotte di resistenza contro la crisi
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23 FEBBRAIO 2009:IL BLUFF DI BERLUSCONI
Dichiarazione di Marco Ferrando
Il Pcl intende smascherare il bluff di Berlusconi attorno alle banche nel modo più semplice: aprendo una vera campagna nazionale per la nazionalizzazione delle banche e delle aziende in crisi, con una raccolta capillare di adesioni in tutta Italia tra le rappresentanze del lavoro.
Nei primi giorni di marzo terremo la conferenza stampa nazionale di presentazione dell'iniziativa, già avviata, con la prima rosa di adesioni.
A quelle sinistre che sotto il governo Prodi hanno votato un regalo di 10 miliardi di euro ai banchieri, chiediamo di non farsi scavalcare a "sinistra" da… Berlusconi: e di impegnarsi con noi in una battaglia comune per nazionalizzazioni vere, senza indennizzo per i grandi azionisti e sotto controllo operaio e popolare; una soluzione esattamente opposta a quella
nazionalizzazione dei debiti bancari, a carico dei contribuenti, che anche Berlusconi in realtà persegue in compagnia dei governi di tutto il mondo.
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20 FEBBRAIO 2009: IN DIFESA DEI DIPENDENTI PUBBLICI,
Contro i veri "fannulloni" di PDL, Lega e UDC
Comunicato stampa di Michele Terra
candidato sindaco del PCL a Bologna
Inizia oggi a Bologna la campagna del Partito Comunista dei Lavoratori in difesa dei dipendenti pubblici. Dopo mesi di vergognoso attacco governativo da parte di Brunetta ai "fannulloni", abbiamo scoperto e denunciamo chi sono i veri stipendiati pubblici da 8.000 euro che lavorono quando vogliono: sono i consiglieri regionali di PDL, Lega Nord e Udc.
L'assalto governativo, guidato dal prode Brunetta, contro i dipendenti pubblici, continua ormai da diversi mesi. Gli obiettivi di tale vergognoso attacco sono fondamentalmente tre: negare adeguati aumenti salariali, impedire la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, infine tagliare i servizi sociali. Intanto il governo nasconde volutamente il vero scandalo degli stipendi dei grandi manger, consulenti, parlamentari e affini, il cui lavoro non è sottoposto ad alcun controllo.
Ma ci sono anche i berlusconiani nostrani: i consiglieri regionali, di cui il più povero guadagna 8.ooo euro al mese. Questi fustigatori di fannulloni non sempre però si sentono in dovere di fare il lavoro per cui sono pagati. La teoria applicata da tempo del centrodestra emiliano è che l'opposizione non è tenuta a garantire il numero legale durante le sedute e quindi la loro partecipazione ai lavori del consiglio regionale è simbolica e variabile a seconda dei momenti.
QUANTO LAVORANO i consiglieri regionali? A leggere il sito della regione, pare pochino: tra consigli e commissioni circa 360 ore all'anno (dato del 2008). Se fossero dipendenti pubblici, si potrebbe dire che lavorano per 10 settimane l'anno.
I consiglieri regionali del centrodestra lavorano molto meno rispetto anche ai loro colleghi di centrosinistra, i quali, se vogliono approvare qualcosa, alle riunioni la presenza alle votazioni la devono garantire, altrimenti viene meno il numero legale.
Così, spesso, i consiglieri belusconiani entrano un minuto in aula, firmano, inseriscono la tessera magnetica al loro banco, poi possono uscire per tutto il resto della seduta risultando presenti per l'intera riunione.
Inizia, quindi, oggi la campagna del Partito Comunista dei Lavoratori per la difesa dei lavoratori pubblici dagli sciacalli del centrodestra. Nei prossimi giorni distribuiremo davanti ai principali luoghi di lavoro (Comune, Provincia, regione, Università, ecc.) decine di migliaia di volantini per denunciare i veri fannulloni da 8.000 euro e per rivendicare veri aumenti per i lavoratori e la stabilizzazione di tutti i precari
Vai alla pagina Bologna e scarica il volantino
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20 FEBBRAIO 2009: CRONACA DEL FALLIMENTO DELLE SKUOLE OZZANESI
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e scarica il documento del PCL nucleo di San Lazzaro e Ozzano
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18 FEBBRAIO 2009: SULLA NETTA SCONFITTA DI TIZIANO LORETI NEL PRC BOLOGNESE
Comunicato stampa di Michele Terra
candidato sindaco per il PCL
La netta sconfitta di Tiziano Loreti all'interno del Prc bolognese dimostra,una volta di più, che tale partito, nonostante l'immagine 'radicale', è rimasto sostanzialmente legato al Pd e alle sorti di quest'ultimo.
Bologna evidentemente non fa eccezione: nei mesi successivi alla sconfitta dell'aprile 2008 il Prc è stato alleato al Pd in ogni consultazione elettorale, dall'Abruzzo alla Sardegna, malgrado Veltroni, in accordo con Berlusconi, abbia varato lo sbarramento al 4% per le europee proprio in funzione anti-sinistra.
Comincia quindi oggi il solito balletto del confronto programmatico tra Prc (affiancato magari dagli altri ex Arcobaleno) con il Pd, ma lo sbocco è già scritto: un'alleanza subalterna a Delbono e al Pd. Mai si è visto un tavolo programmatico tra Pd e Prc finire con una rottura elettorale alle amministrative, diventa, quindi, difficile capire l'uscita di Loreti dal Prc quando le scelte del partito erano già scritte da tempo.
Oggi a Bologna è indispensabile ricostruire una sinistra di classe, unasinistra comunista che abbia al proprio centro il mondo del lavoro in tutte le sue varianti. Occorre a Bologna e in Italia un partito comunista che si batta per un'alternativa di sistema, un partito sempre alternativo e contrapposto a Pdl e Pd.
Ai compagni del Prc che non si sono ancora rassegnati lanciamo un appello affinchè si uniscano a noi per rafforzare il Partito Comunista dei Lavoratori che, senza bisogno di confronti con il Pd, ha già annunciato la propria presentazione indipendente sia al Comune che alla Provincia di Bologna.
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12 FEBBRAIO 2009: EUROPEE. PRC CI PROVA, MA I PETALI NON TORNANO A FALCE E MARTELLO
DUBBI DI DILIBERTO, NO DI SINISTRA CRITICA E FERRANDO
(DIRE -estratto) - "No, grazie". Rifondazione Comunista punta
a riunire le forze della diaspora ma dai partiti 'fratelli'
l'invito viene rispedito al mittente.
Ieri il voto della direzione del Prc per una lista di
Rifondazione aperta alle forze "comuniste e anticapitaliste".
Oggi le prime reazioni. Il piu' possibilista e' Oliviero
Diliberto, segretario del Pdci, .....
....Sinistra Critica. "Noi non parteciperemo mai a una Costituente
Comunista", premette Salvatore Cannavo', ex deputato di Sc e
promotore del movimento nelle cui file militano anche Franco
Turigliatto, Luigi Malabarba, Flavia D'Angeli. "Possiamo tuttavia
accettare di iniziare a discutere di una lista insieme- aggiunge-
solo a patto che non serva a difendere nessun apparato
comunista". ....
Decisamente contrario, invece, Marco
Ferrando, segretario del Partito comunista dei Lavoratori.
"Quelli di Rifondazione non sono ne' carne ne' pesce- dice
Ferrando- sono mesi che chiediamo loro di lavorare insieme ad una
piattaforma anti-capitalista e non ci hanno mai dato ascolto. Ora
se ne escono con questa proposta di ritorno al passato".
La risposta, a questo punto scontata, e' chiara: "Non ci interessa:
saremo alle europee con una nostra lista", sbotta Ferrando. "A
loro lasciamo il vizio originario del bertinottismo, quello di
parlare in un modo e agire in un altro, di dire che vogliono fare
la sinistra anticapitalista per poi sedere in giunta con Penati e
Bassolino".
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07 FEBBRAIO 2009: NO AL BONAPARTISMO FILOCLERICALE
PER ELUANA ENGLARO
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06 FEBBRAIO 2009: TERRA TORNA IN PISTA
Il Pcl contro tutti: dal PD alla sinistra radicale
Vai alla pagina Bologna e leggi l'articolo del il Domani
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05 FEBBRAIO 2009: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI DEL PCL
Alle ore 12,15 presso la sala stampa Savonuzzi del Comune di Bologna
il PCL presenta i propri candidati alle elezioni amministrative del Comune di Bologna, di Ozzano Emilia, di San Pietro in Casale e della provincia di Bologna
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04 FEBBRAIO 2009: SEMINARIO SUL '68
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31 GENNAIO 2009: LA POLIZIA CHAVISTA UCCIDE DUE OPERAI
per spezzare l'occupazione di una fabbrica della multinazionale Mitsubishi
Ancora una volta scorre il sangue dell'avanguardia proletaria venezuelana.
Il 28 novembre scorso nello stato di Aragua, tre dirigenti regionali della confederazione sindacale Unione Nazionale dei Lavoratori (UNT) - Richard Gallardo, Luis Hernandez e Carlos Requena- appartenenti alla sua ampia corrente di sinistra classista e all'organizzazione trotskista Unione socialista di sinistra (USI), sono stati assassinati, con ogni probabilità da sicari prezzolati della azienda alimentare "Alpina", per il loro ruolo di sostegno e direzione della dura lotta degli operai di questa grande fabbrica, a proprietà colombiana, per un contratto dignitoso.
Questo a dimostrazione che nel Venezuela "socialista" del piccolo bonaparte Chavez i padroni, venezuelani o stranieri, continuano a fare, in difesa della proprietà privata delle loro fabbriche, quello che vogliono.
Ma la sera del 29 gennaio nella città di Barcelona (stato di Anzoteàtegui) non sono stati sicari padronali, ma la stessa polizia (che dipende dal governatore chavista dello stato, Tarek William Saab) a versare il sangue dei lavoratori.
La fabbrica locale della grande multinazionale Mitsubishi era stata occupata il 22 gennaio, contro la decisione di liberarsi di 135 lavoratori di una azienda di appalto con l'incarico della manutenzione dei macchinari, la Induservis (il voto per l'occupazione è stato di 863 si, contro 21 no e 4 astenuti).
Ma la magistratura su istanza della multinazionale, ha ordinato la fine dell'occupazione. Quando gli operai della Mitsubishi, hanno rifiutato di accettare l'ordine di un giudice presentatosi alla porta dell'azienda accompagnato dalla polizia e da alcuni crumiri , le "forze dell'ordine" hanno aperto il fuoco contro gli operai accorsi al cancello, uccidendone due - Pedro Suarez e José Marcano- e ferendone altri 12 (di cui cinque in modo grave).
Salutiamo la memoria di questi compagni come quella dei tre dirigenti sindacali di Aragua.
Espriamo la nostra piena solidarietà agli operai della Mitsubishi che continuano, di fronte alle reiterate minacce di magistratura e polizia l'occupazione della fabbrica.
Segnaliamo a tutti i/le militanti operai/e e di sinistra come ancora una volta i fatti dimostrino come non ci sia da aspettare salvezza dai demagoghi populisti "progressisti", difensori della proprietà privata, come Chavez, ma solo dalla lotta di classe indipendente e dalla prospettiva del potere dei lavoratori e di un vero socialismo.
Franco Grisolia Resp esteri del PCL
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30 GENNAIO 2009 - LAVORARE STANCA DA MORIRE
Tre giorni dedicati agli omicidi sul lavoro
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30 GENNAIO 2009 - ELEZIONI EUROPEE
SBARRAMENTO AL 4% FATTO GRAVISSIMO
Marco Ferrando
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - «L'accordo bipartisan tra governo,
Pd, Idv, sull'introduzione dello sbarramento al 4% per le
elezioni Europee è un fatto gravissimo».
Lo dice Marco Ferrando del Pcl.
«In primo luogo - spiega - perchè colpisce complessivamente
il diritto democratico di rappresentanza, anche in sede europea,
di milioni di elettori, ed in particolare di un settore
combattivo della classe lavoratrice e dei movimenti sociali.
In secondo luogo perchè rappresenta un soccorso di Berlusconi a
Veltroni, in funzione di un regime bipolare, in cambio di
contropartite inconfessabili. Il sostegno di Di Pietro a questa
legge truffa mostra il volto reazionario del suo populismo.
Tanto più oggi chiediamo all'insieme della sinistra di rompere
con il Pd ad ogni livello».
«Il Pcl si batterà unitariamente con le altre forze della
sinistra contro la legge annunciata e per la difesa della legge
proporzionale, nell'ambito della propria battaglia più generale
per il ritorno al principio proporzionale puro nelle elezioni di
ogni ordine e grado.
Parallelamente - aggiunge Ferrando - rivendica, in ogni caso la drastica riduzione del numero delle firme necessarie per la presentazione alle elezioni europee».
«Il principio democratico che prevede un uguale diritto di
rappresentanza per tutti i cittadini è per sua natura assoluto:
e non può essere oggetto di amputazioni o baratti». (ANSA).
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29 GENNAIO 2009: SUGLI AIUTI ALLA FIAT
Note di agenzia di stampa
Roma, 28 gen. - (Adnkronos) - «Sono scandalose nuove regalie
pubbliche alla Fiat, con consenso politico bipartisan. Sono decenni
che i contribuenti italiani, in larga misura lavoratori, pagano la
Fiat ad esclusivo vantaggio dei suoi profitti, e in cambio di bassi
salari, precariato, super sfruttamento dei suoi dipendenti».
Lo afferma Marco Ferrando Partito comunista dei lavoratori (Pcl), secondoil quale «nei fatti, i contribuenti italiani con le proprie tasche si
sono già ’compratì la Fiat. Si tratta allora di nazionalizzarla,
senza indennizzo, e sotto il controllo dei lavoratori: l’unica misura
che può garantire i posti di lavoro, redistribuire fra tutti il
lavoro che c’è, proteggere i contribuenti».
«Più in generale il Pcl promuoverà una campagna nazionale per
la nazionalizzazione delle aziende in crisi o che licenziano, e delle
banche: quale unica risposta razionale alla crisi capitalistica e al
fallimento delle vecchie classi dirigenti -aggiunge- Chiederemo a
tutte le sinistre e a tutti i sindacati di classe di sostenere
unitariamente questa rivendicazione, unificando le tante lotte di
resistenza a difesa del lavoro in una grande mobilitazione
nazionale».
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27 GENNAIO 2009: GIORNATA DELLA MEMORIA
Per non dimenticare...
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26 GENNAIO 2009: FERRANDO SULL'ACCORDO SEPARATO
GOVERNO - CISL-UIL
(ANSA) - ROMA, 23 GEN - «Se governo e Confindustria hanno rotto con la Cgil, la Cgil deve ora rompere definitivamente con Confindustria e governo e intraprendere una lotta vera».
Lo dice il leader del Pcl Marco Ferrando.
«Nel quadro di una crisi sociale devastante - sottolinea -
governo, Confindustria, Cisl e Uil si sono accordate sulla
riduzione ulteriore di salari e diritti, già colpiti e umiliati
da molti anni.
La Cgil ha fatto bene a non firmare ma ora deve passare alla lotta vera contro l’accordo: dissentire e continuare a star fermi, limitandosi a gesti simbolici, significherebbe programmare la sconfitta dei lavoratori e il proprio suicidio.
È l’ora di una mobilitazione unitaria della Cgil e di tutto il sindacalismo di base attorno ad una piattaforma di rivendicazioni comuni, che rompa definitivamente con la logica della concertazione e sfidi governo e Confindustria ad un’autentica prova di forza.
Lo sciopero già programmato da Fiom e Funzione pubblica Cgil per il 13 febbraio deve trasformarsi in un vero sciopero generale di tutte le categorie e di un inizio di una lotta radicale ed ad oltranza ad ogni livello fino alla sconfitta delle controparti.
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24 gennaio 2009: LA TREGUA NON FERMA LA SOLIDARIETA'
Manifestazione regionale per la Palestina
Bologna sabato 24 gennaio, piazza dell'Unità
Concentramento ore 16.30 partenza corteo 17.30
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23 GENNAIO 2009: LA RIVOLTA GRECA ENTRA IN UNA NUOVA FASE
Di Matsas Savas dirigente del Partito Rivoluzionario dei Lavoratori di Grecia e del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale
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17 GENNAIO 2009: Bologna: vietata la manifestazione del 24 gennaio contro il massacro di Gaza
Comunicato srampa di Michele Terra (PCL)
Il divieto imposto alla manifestazione per Gaza di sabato 24 gennaio è gravissimo. In città tira aria da regime.
Le limitazioni imposte dalla questura per il corteo di sabato prossimo in solidarietà con Gaza sono di fatto un divieto a manifestare e vanno respinte al mittente.
Per la prima volta viene vietato il centro storico della città ad un corteo contro la guerra, forse qualcuno vuole ripristinare le "zone rosse" come al G8 di Genova del 2001 e alzare volutamente la tensione.
Da più parti si vuol far diventare la questione palestinese un fatto di
religione per dimenticare il diritto all'esistenza di un popolo fatto di
musulmani così come di cristiani e, per fortuna, anche di laici.
A Bologna, forse anche in vista delle prossime elezioni amministrative, si comincia a respirare una brutta aria da regime.
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17 GENNAIO 2009:
FERMIAMO IL MASSACRO A GAZA!
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
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15 GENNAIO 2009: RASSEGNA STAMPA
L’INIZIATIVA. Accanto alle donne guidate da Nadia D’Arco i militanti del PCL
Al mercato settimanale di Ozzano la protesta contro la guerra di Gaza [estratto]
Ozzano.L’altra mattina a Ozzano, in occasione del mercato settimanale in piazza Allende, donne ozzanesi ed extracomunitarie nonostante il freddo pungente hanno esposto cartelli di protesta e di auspicio che termini l’occupazione della striscia di Gaza da parte delle truppe israeliane.
Cartelli in arabo e in italiano con la scritta: ”Pace ora!Basta massacri!Le donne di Ozzano sono con le donne e i bambini di Gaza”. In verità accanto all’attivissima Nadia D’Arco, e per questo un po’ scomoda, non ci sono molte donne anche perché la maggioranza preferisce non farsi riprendere.
Da sempre esponente della sinistra di lotta, seppure costretta dall’infanzia alla carrozzella, la D’Arco è la referente locale dell’associazione “Un ponte per…” che già aveva criticato le guerre contro l’Iraq che ancora vedono truppe straniere sul suolo irakeno.
“Siamo qui – ha detto ieri la D’Arco – per rimarcare l’assordante silenzio generale delle nostre istituzioni. In occasione della guerra in Iraq l’amministrazione ozzanese si era attivata per condannarla. E qui a Ozzano – ricorda – fu istituito un “tavolo contro la guerra” che non si sa che fine abbia fatto e i motivi del suo silenzio nonostante mille morti, di cui un terzo bambini, in 18 giorni di bombe e cannonate”.
“Come donne, italiane e straniere – riprende la D’Arco -, sentiamo di più l’esigenza di condannare le stragi di civile e bambini. Ed esprimere la preoccupazione per l’inanità delle forze politiche locali”.
Successivamente, nella piazza ozzanese invasa da bancarelle di merci varie, sono giunti attivisti del Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) per un volantinaggio di condanna “dei bombardamenti sul popolo affamato di Gaza”. Attivisti che accusano “governo e PD di dirsi sdegnati per le bandiere israeliane bruciate, legittimando il massacro dei palestinesi da parte israeliana.
Solo la prospettiva di una Palestina libera, unita, laica, socialista, rispettosa del diritto al ritorno dei palestinesi, e anche dei diritti della minoranza ebraica – precisano gli esponenti del PCL -, potrà dare pace agli arabi e agli ebrei”.
….
Da “il Domani” del 15/01/2009, pagina 19
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13 GENNAIO 2009 - GAZA: FERRANDO, SOLIDALI CONTRO LA CARNEFICINA
IL PCL IN PIAZZA A ROMA IL 17 GENNAIO PER LA PALESTINA
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - ''Quale partito co-promotore della manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma il Pcl respinge con sdegno la campagna intimidatoria che ambienti di governo e
alcuni organi di stampa vanno imbastendo contro le manifestazioni di solidarieta' con la resistenza palestinese''.
Lo afferma Marco Ferrando del Pcl.
''Arabi e palestinesi che bruciano la bandiera dello stato di Israele - spiega - non hanno da giustificarsi di nulla. Essi bruciano non la bandiera dell'ebraismo, ma la bandiera del sionismo: cioe' di uno stato coloniale nato dal terrore contro il popolo arabo e che si perpetua, da 50 anni, con i metodi del terrore; di uno stato che offende la storia tragica del popolo ebraico, proprio perche' realizza contro i palestinesi, metodi criminali subiti in passato dagli ebrei. Esponendoli cinicamente, oltre tutto, al rischio tremendo dell'antisemitismo''.
''Davvero sconfinata e' l'ipocrisia di chi, scandalizzandosi per l'offesa alla stoffa della bandiera sionista, giustifica e legittima la mattanza in corso a Gaza contro uomini, donne, bambini palestinesi - prima affamati e poi bombardati - fuori da ogni principio di umanita' e di morale.
In ogni caso, il Pcl, dichiara sin d'ora la propria piena solidarieta' con ogni atto simbolico di rivolta politica e morale contro la carneficina di Gaza, nel corso delle manifestazioni di solidarieta'. Tanto piu'
se compiuto da palestinesi ed arabi''. (ANSA).
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10 GENNAIO 2009: DICHIARAZIONE POLITICA DELLE FORZE DELLA SINISTRA PALESTINESE
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06 GENNAIO 2009:SUL MASSACRO DI GAZA
Comunicato stampa
(ANSA) - ROMA, 4 GEN -
«Governo e Pd si dichiarano sdegnati
per qualche bandiera israeliana bruciata da immigrati
palestinesi, mentre legittimano il massacro dei palestinesi da
parte israeliana.
È indegno: per questi sacerdoti della morale
un pezzo di stoffa vale più di centinaia di vite arabe».
Lo
afferma Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei
lavoratori.
«Il Pcl - spiega Ferrando - si sente impegnato al pieno
sostegno alla resistenza armata del popolo palestinese contro le
truppe d’occupazione dello stato sionista. Ogni strada, ogni
casa di Gaza contesa all’invasore, è un tributo alle ragioni
della Palestina e degli oppressi di tutti il mondo».
«A differenza di tutte le sinistre socialdemocratiche o
staliniste - prosegue Ferrando - il Pcl è orgogliosamente
antisionista, al fianco della migliore tradizione storica
dell’ebraismo.
Solo la prospettiva di una Palestina libera,
unita, laica, socialista, rispettosa del diritto al ritorno dei
palestinesi e dei diritti della minoranza ebraica, potrà dare
pace agli arabi e agli ebrei.
Chiudendo quelle pagine del
colonialismo - conclude - da cui nacque nel 1948 lo stato di
Israele, con i metodi del terrore antiarabo e della pulizia
etnica antipalestinese»
N.B.:
Vai Alla pagina Documenti e firma l'appello contro l'aggressione israeliana a Gaza
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COMUNICATO STAMPA di
Michele Terra
candidato sindaco del
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Con la vittoria di Delbono alle primarie del Pd si riaffermano le politiche liberiste: è l'uomo delle addizionali Irpef e delle privatizzazioni. Oggi più di prima è necessaria l'opposizione del Partito Comunista dei Lavoratori.
Con la vittoria di Delbono alle primarie del Pd non cambia di certo nulla nelle politiche strategiche del PD e di quel che rimane del centrosinistra: si riaffermano le scelte liberiste.
In qualità di vicepresidente della Regione, nonché assessore al bilancio, Delbono è stato uno dei principali artefici delle politiche economiche della gestione Errani:
aumento della addizionale Irpef, che nel paradiso degli evasori fiscali ha significato sostanzialmente far pagare solo i lavoratori dipendenti;
politiche economiche di sostegno all'industria e alle imprese e ben
poco per la difesa e lo sviluppo dell'occupazione.
Andando un po' più indietro nel tempo, bisognerebbe ricordare il Del Bono assessore al bilancio della giunta Vitali e fautore della privatizzazione delle farmacie comunali.
Se questo è l'uomo di svolta che il Partito Democratico vuole proporre alla città non resta da augurarsi che il candidato Del Bono sia meno indisponibile del pre-pensionato Cofferati.
Purtroppo è probabile che anche questa volta la c.d. sinistra radicale (Prc,Verdi, Pdci, Sd) si appresti a una nuova resa preparandosi a sostenere Del Bono, così come ha fatto per altro negli ultimi 8 anni in Regione.
Più si avvicinano le elezioni di primavera e più si rafforzano le ragioni della presentazione autonoma del Partito Comunista dei Lavoratori contrapposta e assolutamente alternativa a centrosinistra e centrodestra.
Bologna, 15 dicembre 2008
Michele Terra
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12 DICEMBRE 2008: LA RIVOLTA IN GRECIA
I fatti spiegati dal Partito Operaio Rivoluzionario di Grecia
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12 DICEMBRE 2008 - SCIOPERO GENERALE:
E' L'ORA DELLA LOTTA GENERALE.
UNITA' OPERAI-STUDENTI
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29 NOVEMBRE 2008 - COSTRUIAMO UN MOVIMENTO DI MASSA
DI STUDENTI E LAVORATORI
Comunicato del com. esecutivo PCL
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24 NOVEMBRE 2008 - COMUNICATO STAMPA SULLE SCUOLE PERICOLANTI
Il Partito Comunista dei Lavoratori di Ozzano, a seguito della
gravissima tragedia nell'Istituto superiore di Torino, dove il crollo
del soffitto ha ucciso uno studente di diciassette anni e feriti
gravemente altri quattro, uno dei quali rischia di restare
paralizzato, vuole ricordare l'inaffidabilità delle scuole elementari
Minghetti di Ozzano Emilia, dove si rischia il crollo dell'edificio.
Il fatto, già denunciato dal Partito Comunista del Lavoratori in un
volantino distribuito alla cittadinanza nella primavera scorsa,
rischia di non essere preso in seria considerazione
dall'Amministrazione Comunale di Ozzano.
Lo scorso anno vennero evidenziate grosse crepe nella parete portante.
Vennero evacuate solo due classi, ma tutte le altre vi restarono finoa conclusione dell'anno scolastico 2007-2008.
Al rientro del nuovo anno scolastico, la denuncia del PCL evidentemente non passando inosservata, ha fatto trovare la scuola Minghetti chiusa completamente, spostando nell'interrato delle scuole medie Panzacchi tutte le classi del Minghetti.
Il PCL annuncia la propria più ferma opposizione all'Amministrazione Comunale di Ozzano se dovesse essere presa in considerazione la seconda ipotesi, in quanto essendo il Minghetti, risalente al 1935, non sarebbe garantita la sicurezza.
Pcl Ozzano
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18 NOVEMBRE 2008 - COMUNICATO STAMPA
BASTA OMICIDI SUL LAVORO!
Basta omicidi sul lavoro. C'è bisogno di più controlli e pene severe per gli inadempienti.
Ieri, proprio durante il processo per la strage della Thyssen Krupp, un'altra fabbrica è esplosa a Sasso Marconi provocando la morte di un dirigente e di un operaio, e il ferimento di altri lavoratori.
Il Partito Comunista dei Lavoratori si associa al dolore e al lutto dei familiari dei lavoratori colpiti da quello che non si può definire altrimenti che ennesimo omicidio industriale.
In un Paese, come il nostro, dove assolutamente scarse sono le misure di sicurezza adottate dalle imprese e molto rari i controlli degli ispettori, dove il numero degli incidenti sul lavoro è il più alto in Europa e la crisi economica, con la minaccia di migliaia di cassaintegrati e licenziamenti, rischia di aggravare ulteriormente questo tragico dato, il governo Berlusconi aumenta la precarietà, diminuisce la tutela della sicurezza sul lavoro e aumenta l'impunità dei padroni.
Questa sarebbe la "sicurezza" di cui si fanno paladine le destre?
E l'opposizione del PD, con i suoi Colaninno, Damiano e Calearo, dov'è?
Il PCL rivendica contro la barbarie degli omicidi bianchi l'inasprimento delle pene per gli imprenditori ed i manager responsabili dell'insicurezza, la nazionalizzazione senza indennizzo delle imprese e sotto controllo operaio.
Michele Terra
PCL sez. Provinciale di Bologna
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12 NOVEMBRE 2008 - COMUNICATO STAMPA:
Dietro le ordinanze contro i locali del Pratello una logica reazionaria e una speculazione possibile
di Michele terra del PCL
Le ordinanze di chiusura anticipata, nei fatti chiusura e basta, di alcuni locali del Pratello sono il frutto di un'esplicita cultura reazionaria:
lavorare, mangiare, dormire e non disturbare.
Si potrebbe discutere molto sull'autoritarismo di un sindaco che compie certi atti senza confrontarsi con nessuno, nemmeno coi suoi assessori; più probabilmente Cofferati pensa di "sconfiggere" l'egemonia della destra vincendo la gara delle politiche più reazionarie.
Ed il Pratello non è che sia questa zona di degrado sociale come spesso viene dipinta. Certo a volte c'è "rumore", ma i vari aderenti ai comitati si sentono più sicuri a camminare alle undici di sera per i viali della Certosa o in via del Pratello?
Chi va ad abitare al Pratello sa bene cosa trova: da almeno due secoli è la strada delle osterie e dei bordelli, della plebe giacobina e della
resistenza.
Nessuno compra casa davanti allo stadio per lamentarsi delle partite alla domenica, nessuno dovrebbe comprare casa al Pratello e lamentarsi delle osterie.
Ma forse c'è dell'altro: una manovra che vuole, in alcuni anni,
"ristrutturare" il Pratello con una nuova speculazione immobiliare: fare
dell'ultimo borgo popolare del centro storico una nuova zona residenziale di pregio.
Un mix di reazione e speculazione, forse questa la miscela esplosiva lanciata da Cofferati al Pratello.
Bologna, 12 novembre 2008
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10 NOVEMBRE: MARCO FERRANDO, PORTAVOCE DEL PCL,
A FIANCO DEL COMITATO DI SCIOPERO E DI LOTTA DEI LAVORATORI ALITALIA
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6 NOVEMBRE 2008: SULLA VERTENZA ALITALIA - Lanci di stampa
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30 OTTOBRE 2008 - NON E' L'ORA DEL REFERENDUM, MA DELLA CONTINUITA' DELLA LOTTA
L'enorme manifestazione di Roma del popolo della scuola, e le grandi manifestazioni che si sono svolte in tante altre città, dimostrano che la "ricreazione" del governo Berlusconi è finita.
Esistono tutte le condizioni per la continuità di una mobilitazione a oltranza, in ogni scuola e università, sino alla sconfitta del governo. E' importante che si sviluppi un'organizzazione unitaria, democratica e di massa, del movimento, attraverso la formazione di coordinamenti di delegati eletti dalle assemblee sino ad un coordinamento nazionale, abilitato a dirigere la continuità della lotta.
Il ricorso eventuale a un referendum abrogativo è un tema del futuro, non del presente. Oggi la proposta del referendum, avanzata da Idv e Pd, ha come unica ricaduta il blocco della mobilitazione di massa. E' significativo che ambienti del governo, come il ministro La Russa, accolgano positivamente l'idea del referendum.
E' una ragione in più perché il movimento ne diffidi.
Marco Ferrando - Portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori
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29 OTTOBRE 2008 -
CONTRO IL VERGOGNOSO VOTO DEL SENATO CHE APPROVA IL DECRETO GELMINI E' NECESSARIO
LO SCIOPERO GENERALE
COMUNICATO STAMPA DI MARCO FERRANDO
Portavoce naz. del Partito Comunista dei Lavoratori
Contro il vergognoso voto del Senato che approva il decreto Gelmini è necessario lo sciopero generale. Solidarizzo con gli studenti attaccati dai fascisti, ora si pone la questione dell’autodifesa di massa del movimento
Il voto del Senato ha favore del decreto Gelmini rappresenta una provocazione contro la larga maggioranza del popolo della scuola. L'impetuoso movimento di lotta di queste settimane deve ora continuare contro il governo, rifiutando ogni arretramento, come ogni proposta di concertazione con l'esecutivo. Lo sciopero generale della scuola di domani deve essere usato come momento di continuità e di rilancio di una mobilitazione a oltranza di studenti, insegnanti, genitori, sino alla sconfitta del governo.
E' il momento che la Cgil e tutti i sindacati di classe entrino nel varco aperto agli studenti con la promozione di un grande sciopero generale unitario dell'intero mondo del lavoro che colleghi le rivendicazioni dei lavoratori alle richieste del movimento della scuola.
Con una comune impostazione: 'La vostra crisi non la paghiamo noi'. Il popolo della scuola può vincere ma non va lasciato solo.
Solidarizzo, inoltre, con gli studenti romani attaccati dagli squadristi fascisti che, grazie alla passività della polizia, sono riusciti ad infiltrarsi in una manifestazione assolutamente pacifica. Ora più che prima si pone la questione dell’autodifesa di massa del movimento, a partire da cortei e scuole e università occupate.
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27 OTTOBRE 2008 - DESTRA, PADRONI E BANCHIERI:
LA VOSTRA CRISI PAGATELA VOI!
Per il movimento degli studenti
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22 OTTOBRE 2008 - IL MOVIMENTO NON DEVE CEDERE ALLE MINACCE DEL GOVERNO
COMUNICATO STAMPA DI MARCO FERRANDO
Portavoce naz. del Partito Comunista dei Lavoratori
Il movimento non deve cedere alle minacce del governo. Occorre generalizzare le occupazioni, difendendo scuole e università dall'intervento della polizia.
La conferenza stampa di Berlusconi e Gelmini riflette la paura del governo di fronte alla crescita impetuosa del movimento studentesco. Berlusconi minaccia l'uso della forza perché è consapevole della propria crisi di consenso sul fronte scuola.
Tanto più ora studenti e insegnanti non si facciano intimidire da Berlusconi.
La vera "violenza" è quella dei tagli all'istruzione pubblica, non l'occupazione di scuole e università a difesa dell'istruzione.
Il Partito comunista dei lavoratori dà pieno sostegno all'estensione e sviluppo della mobilitazione.
Chiede alla Cgil, a tutte le forze del sindacalismo di base, a tutte le sinistre, un'immediata azione di fronte unico a difesa del movimento contro le minacce repressive del governo.
Rivendica il diritto all'autodifesa di massa delle scuole e università occupate.
Si impegna a favorire l'estensione delle occupazioni, la formazione di un coordinamento nazionale di
delegati eletti dalle assemblee, il proseguo a oltranza della mobilitazione sino al ritiro del decreto Gelmini.
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18 OTTOBRE 2008 - URGENTE UNA PIATTAFORMA DI LOTTA UNIFICANTE DEL MONDO DEL LAVORO
Roma, 17 ott. - (Adnkronos)
«La grande manifestazione odierna
a Roma del sindacalismo di base e del popolo della scuola misura la rapida crescita di un’ampia disponibilità di lotta contro il governo
Berlusconi e la Confindustria, e contro ogni politica di concertazione con essi».
Lo afferma l’esponente del Partito comunista dei lavoratori Marco Ferrando.
«Questa disponibilità va pienamente raccolta e investita nella prospettiva di un più grande sciopero generale, a carattere prolungato, capace di coinvolgere il popolo delle fabbriche, e mirato -aggiunge Ferrando- a piegare la resistenza di governo e padronato.
Dopo le regalie finanziarie di Berlusconi alle banche, e le nuove promesse di aiuto statale agli industriali, nessuno può più chiedere sacrifici al mondo del lavoro».
È necessario riprendere quello che la manifestazione di Roma ha rivendicato: la crisi la paghi chi non ha mai pagato, a partire dai banchieri; non i lavoratori, gli studenti, la scuola pubblica. È urgente -conclude Ferrando- una piattaforma di lotta unificante del
mondo del lavoro che rivendichi forti aumenti salariali e la cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione, a spese dei profitti«.
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15 OTTOBRE 2008 - TUTT*, MA PROPRIO TUTT*, IN SCIOPERO VENERDI 17
Due sono i principali cortei nazionali la mattina del 17, indetti dal Cub-Sdl-Cobas:
il PCL aderisce ed invita a partecipare allo sciopero ed ai cortei del prossimo 17 ottobre, indetti di sindacati di base (CUB, SdL e Cobas).
Questo sciopero generale, infatti, può rappresentare il primo momento di mobilitazione e lotta contro il governo Berlusconi, la proposta di cancellazione dei contratti nazionali, la controriforma della scuola e dell’università, i tagli nel pubblico impiego, ecc ecc ecc.
Abbiamo giudicato e giudichiamo molto positivo la convergenza realizzatasi tra le diverse organizzazioni di base, concretizzatosi con la scorsa assemblea nazionale dei delegati (maggio 2008) e con questo sciopero. E’ un passo utile ed importante per permettere la ricomposizione di un percorso di lotta dei lavoratori.
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10 OTTOBRE 2008 - BOLOGNA - ELEZIONI COMUNALI 2008:
PRESENTATO IL CANDIDATO DEL PCL
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06 OTTOBRE 2008 - MARZABOTTO: UNA STRAGE CHE VOGLIONO DIMENTICARE
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03 OTTOBRE 2008- BOLOGNA:I CARABINIERI A SCUOLA! - COMUNICATO STAMPA
Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime la sua più ferma e incondizionata solidarietà nei confronti degli insegnanti, dei lavoratori della scuola e dei genitori, delle scuole XXI Aprile e Don Marella, in lotta contro il decreto Gelmini, oggetto di una vera e propria intimidazione da parte dei carabinieri.
Quest’ultimo episodio conferma la deriva autoritaria del nostro paese, dove il governo cerca di mettere a tacere il dissenso nei confronti degli odiosi provvedimenti di controriforma della scuola promossi dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.
I tagli alla scuola, il maestro unico, la divisa, il voto in condotta, il taglio degli insegnanti di sostegno e del tempo pieno, il licenziamento dei precari, il presunto esubero di decine di migliaia di insegnati altamente competenti sono avanzati dal governo più reazionario del dopoguerra per distruggere la scuola pubblica a tutto vantaggio di quella privata e confessionale che riceve sempre maggiori finanziamenti in barba alla Costituzione.
Per questo il PCL è al fianco degli insegnanti, dei lavoratori e dei genitori e li invita a continuare la mobilitazione.
Il PCL invita altresì la cittadinanza ad una attenta vigilanza democratica, e si impegna da subito nella difesa attiva delle mobilitazioni nei confronti di qualsiasi provocazione, venga essa da forze politiche fasciste o ex-fasciste cosi come da parte delle forze dell’ordine.
Michele Terra,
Sez. provinciale di Bologna
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1 OTTOBRE 2008 - Sulla crisi finanziaria, lavoro e manifestazione 11 ottobre
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30 SETTEMBRE 2008 - Dichiarazione di Ferrando su crisi finanziaria mondiale
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27 SETTEMBRE - NO PDL, NO PD, GOVERNO DEI LAVORATORI
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26 SETTEMBRE 2008 - MOBILITAZIONE PERMANENTE
PER LA SCUOLA PUBBLICA
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25 SETTEMBRE - SAN LAZZARO (BO): LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL SINDACO MACCIANTELLI
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23 SETTEMBRE 2008 - ALITALIA: SI FA STRADA LA PROPOSTA DEL PCL
CUB Alitalia e nazionalizzazione
si fa strada la proposta del PCL
(23 settembre 2008)
Roma, 22 set. - (Adnkronos) - «Il fatto che il sindacato Cub di Alitalia abbia avanzato la richiesta di nazionalizzazione della compagnia, è una novità positiva e importante. La richiesta di nazionalizzazione -sinora sostenuta sul piano politico dal solo Pcl- inizia a farsi largo tra i lavoratori. Chiediamo ai partiti della sinistra di appoggiare la richiesta avanzata dalla Cub». Lo afferma Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori Pcl.
«La nazionalizzazione di Alitalia, senza indennizzo per i grandi azionisti, è infatti l’unica vera alternativa alla nazionalizzazione dei suoi debiti, pretesa dalla Cai -prosegue- E l’unica soluzione che può tutelare i posti di lavoro e i diritti contrattuali per i lavoratori. L’affidamento al mercato e a nuovi eventuali compratori -come chiede Epifani e una parte del Pd-
esporrebbe i lavoratori a nuovi inaccettabili ricatti e sacrifici».
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20 SETTEMBRE 2008 - ALITALIA: COMUNICATI STAMPA PCL
Comunicati Stampa PCL situazione Alitalia
(20 settembre 2008)
(ANSA) - ROMA, 19 SET - «Il ritiro della offerta della Cai
è una vittoria dei lavoratori Alitalia, che con la loro
mobilitazione hanno respinto una soluzione umiliante per la
propria dignità. Ora l’unica soluzione della crisi, favorevole
ai lavoratori, è la nazionalizzazione della compagnia, entro un
processo di nazionalizzazione dell’intero trasporto aereo». È
la proposta che il Pcl avanza da tempo e che incontra un
consenso crescente tra molti lavoratori«. Questo il commento di
Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori (Pcl),
sulla vicenda Alitalia.
»La nazionalizzazione non dovrà essere ’a tempò - come per
Air France nel ’94 - ma definitiva, con la piena garanzia dei
posti di lavoro, l’assunzione dei precari della compagnia, la
tutela dei diritti contrattuali. Dovrà avvenire sotto il
controllo dei lavoratori, abolendo i privilegi scandalosi dei
dirigenti, vera fonte di spreco. Dovrà escludere ogni
indennizzo per i grandi azionisti e annullare i debiti verso le
banche, per tutelare i contribuenti«.
»Proponiamo a tutti i sindacati non firmatari del piano Cai
e a tutte le forze politiche della sinistra - conclude - di
battersi per questa soluzione radicale«. (ANSA).
Roma, 19 set. - (Adnkronos) - «Il ritiro della offerta della
Cai è una vittoria dei lavoratori Alitalia, che con la loro
mobilitazione hanno respinto una soluzione umiliante per la propria
dignità.Ora l’unica soluzione della crisi favorevole ai lavoratori è
la nazionalizzazione della compagnia, entro un processo di
nazionalizzazione dell’intero trasporto aereo. È la proposta che il
Pcl avanza da tempo e che incontra un consenso crescente tra i
lavoratori». Lo afferma Marco Ferrando del partito dei Comunisti
lavoratori.
«La nazionalizzazione non dovrà essere »a tempo« -come per Air
France nel ’94- ma definitiva, con la piena garanzia dei posti di
lavoro, l’assunzione dei precari, la tutela dei diritti contrattuali
-insiste- Dovrà avvenire sotto il controllo dei lavoratori, abolendo
i privilegi scandalosi dei dirigenti. Dovrà escludere ogni indennizzo
per i grandi azionisti e annullare i debiti verso le banche, per
tutelare i contribuenti».
«Proponiamo a tutti i sindacati non firmatari del piano Cai, e
a tutte le forze politiche della sinistra di battersi per questa
soluzione radicale -conclude- Ogni nuovo affidamento al mercato, cioè
ad altri pescecani acquirenti, si risolverebbe infatti in altri
sacrifici per i lavoratori e per i contribuenti».
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17 SETTEMBRE 2008 - ALITALIA: AL FIANCO DEI LAVORATORI, SENZA RISERVE
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15 SETTEMBRE 2008 - SEMPRE PIU' GRAVE IL RAZZISMO E LA REPRESSIONE -
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29 agosto 2008 - ANCORA ALLARME RAZZISMO
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26 agosto 2008 - ALLARME RAZZISMO E REPRESSIONE IN ITALIA
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21 AGOSTO 2008 - RIASSUMETE DANTE DE ANGELIS!
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02 AGOSTO 2008: LE STRAGI SONO DI STATO
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01 AGOSTO 2008: SUL CONGRESSO DEL PRC
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17 LUGLIO 2008 - COMUNICATO STAMPA:
Sulla sentenza per le torture a Bolzaneto
La sentenza del tribunale genovese per i crimini commessi da
poliziotti e c. nella caserma di Bolzaneto nel luglio 2001 è una vera
schifezza. Condanne ridicole, solo per 15 persone, e una comoda
prescrizione tra sei mesi. Possono aver torturato, incarcerato senza
motivo, insultato, vessato, ma non pagheranno nulla per tutto questo,
anzi, questi comportamenti di poliziotti e annessi ne escono
legittimati.
Ma certo da questo stato non si poteva aspettare di meglio, viste
anche le premesse. Nessuno dei poliziotti imputati era stato sospeso
dal servizio, nemmeno per un giorno, ma tutti nel frattempo hanno
continuato a far carriera.
E non ci si può nascondere, come fa Amnesty, dietro al fatto che in
Italia non c'è il reato di tortura, perché ciò che è accaduto a Genova
nel 2001 poteva essere sanzionato comunque. È mancata, ovviamente, la
volontà da parte della magistratura e del potere politico, che hanno
coperto, autorizzandoli nei fatti, le mattanze di quei giorni di G8.
Da tutta la vicenda ne esce rafforzata l'impunità di cui godono gli
appartenenti alle forze dell'ordine; a questo punto possono ben
sperare anche gli agenti che due anni fa a Ferrara hanno ammazzato a
bastonate il diciottenne Federico Aldrovandi.
A fronte di salari bassi, come in tutto il pubblico impiego, e
condizioni di vita di sicuro non eccellenti per la "truppa", viene da
chiedersi come facciano poliziotti, carabinieri, ecc, ad accontentarsi
della propria impunità. Ma, forse, è semplicemente che il cane del
padrone morde più forte quando è affamato.
In definitiva ha ragione Marco Ferrando, quando, commentando la
sentenza di Genova, ha detto "lo Stato assolve la propria
criminalità". Così da un lato si lanciano campagne sulla "sicurezza"
criminalizzando rom e migranti, dall'altro si autorizza a posteriori
quella che è stata definita "la più grande sospensione del diritto nel
dopoguerra". Mentre il giustizialista Di Pietro, assunto ormai al
ruolo di moralizzatore di stato, tace sull'intera vicenda.
Nulla di nuovo in definitiva, la magistratura di classe dello stato
italiano è sempre la stessa e forse la sentenza dell'altro ieri sarà
destinata a restare nella torbida storia di questo paese, come quella
che nel 1975 decretò la morte di Pino Pinelli, volato da una finestra
della questura milanese, causata da un "malore attivo". Il giudice di
allora si chiamava Gerardo D'Ambrosio, "eroe" di manipulite, da due
legislature senatore del Pd.
Chissà che tra qualche hanno anche i magistrati genovesi non arrivino
in parlamento.
Michele Terra Esecutivo nazionale Pcl
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Il Partito Comunista dei Lavoratori fonda la propria zione politica sulla base del marxismo rivoluzionario, storicamente abbandonato e tradito dalla socialdemocrazia e dallo stalinismo, a partire da quattro lineee di indirizzo generali:
1) L'opposizione alle classi dominanti e ai loro governi, siano essi di centrodestra o di centrosinistra.
2) La prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici che abolisca il modo di produzione capitalistico e riorganizzi la società su basi socialiste.
3) Il collegamento costante tra gli obbiettivi di lotta immediati e la prospettiva di fondo dell'alternativa anticapitalistica.
4) La prospettiva di un'alternativa socialista internazionale, e quindi di un'organizzazione rivoluzionaria internazionale dei lavoratori.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
SEZIONE DI BOLOGNA
TEL.:388/6184060
MAIL: pcl.bologna@virgilio.it
La sez. di Bologna si riunisce ogni lunedì alle ore 21 in via Cuccoli 1/c
TESSERAMENTO 2008
Diamo forza all'unico partito coerentemente di sinistra
Boicottaggio dei prodotti israeliani. Occhio al codice a barre:
il 729 è made in Israel
Cominciamo con qualcosa di piccolo... ma, in questo mondo governato dal capitale, efficace: quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate.
Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.
Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese.
LA SOLIDARIETÀ DEL PCL AI TERREMOTATI - giovedì 16 aprile 2009
DOPO GLI SCIACALLI ARRIVANO I LUPI !
Dalle nostre parti, la terra continua a tremare ma questo non impedisce una visione lucida di quanto avvenuto. L'Abruzzo è stato colpito da un sisma di forte intensità ma, né le immani devastazioni, né le 292 vite umane perse sono da addebitare solo alla natura.
È chiaro a tutti che l'aver costruito in luoghi non opportuni da un punto di visto idrogeologico e senza le più elementari prescrizioni antisismiche sono le vere cause del disastro. Per essere più chiari, i meccanismi della speculazione edilizia, diffusissima nella nostra regione, e la ricerca del massimo profitto, uno dei dogmi della società capitalistica, sono alla base di quanto avvenuto. Si aggiunga a questo, l'imperizia della protezione civile che, evidentemente distratta dall'organizzazione del G8 e da altri grandi eventi, ha sottovalutato uno sciame sismico che andava avanti da mesi.
Non si trattava di evacuare una città, come furbescamente dicono Bertolaso e compagni, ma sarebbe bastato dare alla popolazione consigli utili in caso di terremoto, rafforzare magari il personale di pronto intervento, far arrivare all'Aquila qualche struttura (tende, macchine escavatrici, gruppi elettrogeni, ecc) nell'eventualità di ciò che poi si è purtroppo verificato.
Fortuna che ai ritardi e alla inadeguatezza dello stato, ha sopperito la solidarietà sociale con le mille forme di autoorganizzazione dei soccorsi che sono stati, soprattutto all'inizio, il vero aiuto alle popolazioni terremotate.
Dopo il disastro, sono giunti puntuali gli sciacalli, non quelli inventati dai media che rubano nelle case (magari rumeni, perchè un po di razzismo può risollevare il morale) ma quelli veri e cioè i politici e il loro codazzo di giornalisti e opinionisti del dolore altrui. Quel che si è visto in questa settimana in Abruzzo è qualcosa che si stenta a credere. Un capo del governo, già spregiudicato palazzinaro, che ogni volta che è al governo ne pensa una per favorire la lobby del mattone (si veda ora la proposta di ampliamento degli immobili) e nel frattempo allenta la normativa antisismica e taglia i fondi alla protezione civile, venire a vestire i panni dell'eroe. Ministri in parata con l'occhio umido in favore della telecamera e nessuno che abbia detto dove prendere i soldi della ricostruzione, cioè l'unica cosa che contava. Ora tra lotterie, cinque per mille, tasse sui redditi alti a noi pare che alla fine della fiera, saranno come sempre i lavoratori dipendenti a tirar fuori il denaro.
E' andata diversamente quando si è trattato di salvare le banche, è bastata una notte e i miliardi dalle casse dello stato sono stati messi a disposizione dei poveri banchieri. Così funziona il capitale.
E' POSSIBILE SOTTOSCRIVERE PER I COMPAGNI DI L'AQUILA SUL SITO DEL PCL ABRUZZO
"Quali che siano le circostanze della mia morte, io morirò con la incrollabile fede nel futuro comunista. Questa fede nell'uomo e nel suo futuro mi dà, persino ora, una tale forza di resistenza che nessuna religione potrebbe mai darmi... Posso vedere la verde striscia di erba oltre la finestra ed il cielo limpido azzurro oltre il muro, e la luce del sole dappertutto. La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla di ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore." (1940)